nota del comitato di cittadini di Porto Recanati 

La cronaca cittadina torna a occuparsi di un caso umano di estrema fragilità che sta sollevando un acceso dibattito tra i residenti. Dopo un lungo periodo di assenza, è tornata in città una donna che versa in condizioni di evidente precarietà, sia sotto il profilo della salute mentale e fisica, sia per quanto riguarda il sostentamento primario.
La donna, che non dispone di una fissa dimora, ha eletto come proprio rifugio temporaneo la panchina del Parco Europa, situata proprio di fronte all’edicola della Madonna. Le testimonianze dei cittadini descrivono un quadro di profondo degrado: la signora trascorre le notti circondata da coperte e masserizie di fortuna.
Tuttavia, il Parco Europa non è l’unico luogo frequentato: molti l’hanno vista cercare riparo all’interno dei punti vendita degli erogatori automatici di caffè lungo Corso Matteotti, specialmente durante le ore più fredde o piovose.
Oltre alla pietà che la situazione suscita, crescono le segnalazioni riguardanti la sicurezza e il decoro urbano. Diversi testimoni riferiscono di:
Urla improvvise: La donna viene spesso sentita inveire o urlare nel vuoto, segno di un disagio psichico che necessiterebbe di un intervento specialistico.
Igiene pubblica: È stato segnalato che la signora, non avendo accesso a servizi igienici, espleta i propri bisogni fisiologici nelle aree in cui sosta, creando un problema sanitario evidente per la zona.
Immagine della città: Molti residenti e commercianti lamentano un danno all’immagine di Porto Recanati, specialmente in zone centrali e frequentate da turisti e famiglie.
Davanti a questo scenario, la cittadinanza si interroga sull’operato degli uffici competenti. Nonostante le numerose segnalazioni, la situazione sembra essere in una fase di stallo. Ma quali sono gli strumenti a disposizione dell’amministrazione?

Valutazione Sanitaria (TSO/ASO): Qualora la persona rappresenti un pericolo per sé o per gli altri a causa di disturbi psichici, le autorità possono richiedere un Accertamento o un Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Inserimento in Strutture Protette: I servizi sociali, in collaborazione con l’ATS (Ambito Territoriale Sociale), potrebbero attivare percorsi di inserimento in Case Famiglia o strutture di accoglienza, previa disponibilità di posti e consenso della persona (punto spesso critico nella gestione dei senzatetto).

Pronto Intervento Sociale: Un’azione coordinata tra Polizia Locale e assistenti sociali per un monitoraggio costante e l’offerta di pasti caldi e assistenza medica di base.

Come redazione, raccogliamo il grido d’aiuto di una comunità che non vuole voltarsi dall’altra parte, ma che allo stesso tempo esige ordine e pulizia. È fondamentale che chi governa la città prenda in mano la situazione: non si tratta solo di “decoro”, ma di dignità umana per una donna che sta lentamente naufragando nell’indifferenza e di tutela per i cittadini che hanno il diritto di vivere in una città curata e sicura.

L’onere di trovare una soluzione definitiva spetta ora alle istituzioni.

 

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