Stefano Parisi, economista con una lunga esperienza politica e istituzionale, oggi impegnato nel progetto culturale Setteottobre, interviene su uno dei nodi più controversi del dibattito internazionale: il conflitto mediorientale e il ruolo dell’Occidente dopo il 7 ottobre 2023.
Nel corso dell’intervista, Parisi denuncia quella che definisce una “resa morale” dell’Europa e delle democrazie occidentali, accusate di distogliere lo sguardo di fronte alle minacce contro Israele e alla crescita dell’estremismo islamico. Al centro della sua analisi c’è il diritto dello Stato ebraico a difendersi, messo in discussione – secondo lui – da pressioni politiche, narrazioni mediatiche distorte e scelte simboliche come lo stop al rinnovo dell’accordo di difesa.
Parisi sottolinea il ruolo destabilizzante di Hezbollah e dell’Iran, criticando l’inefficacia della comunità internazionale e delle missioni ONU in Libano. Allo stesso tempo evidenzia come il conflitto non venga affrontato per ciò che è – uno scontro anche culturale e politico – ma ridotto a questione energetica e diplomatica.
Ampio spazio è dedicato anche al fronte culturale: dalla diffusione di una visione distorta del sionismo tra i giovani, fino al rischio di infiltrazioni ideologiche nelle società occidentali. In questo contesto, iniziative come la ripubblicazione de Lo Stato degli ebrei di Theodor Herzl diventano, per Setteottobre, strumenti fondamentali per ristabilire consapevolezza storica e difendere i valori delle democrazie liberali.
L’intervista si inserisce così in un dibattito più ampio sul futuro dell’Occidente, sulla tenuta delle sue istituzioni e sulla capacità di riconoscere e affrontare le minacce globali senza ambiguità.

5 commenti
Sarà mai possibile, nel nome della libera informazione, leggere delle parole di critica sulla politica estera di Israele su questo forum?
Che pena.
70enne abituato a perdere. Un po qua un po la.
Parisi, Stefano. – Dirigente italiano (n. Roma 1956). Laureato in Economia e commercio, ha cominciato la sua carriera nell’ufficio studi della CGIL, dopo essere stato vicesegretario del Nucleo universitario socialista a Roma. Dopo una serie di incarichi tecnici e di vertice in governi di segno opposto, ha lavorato come city manager al Comune di Milano. Direttore generale di Confindustria dal 2000 al 2004, anno in cui ha assunto la carica di amministratore delegato di Fastweb. Presidente e fondatore nel 2012 di Chili tv, piattaforma di streaming on-line di film e serie tv, nel 2016 si è candidato sindaco di Milano per il centrodestra nelle elezioni amministrative, alle quali il 40,78% dei voti ottenuto al primo turno gli ha consentito di andare al ballottaggio con il candidato di centrosinistra G. Sala, perso con il 48,3% dei voti. Nel 2018 è stato candidato alle elezioni regionali dal centrodestra presidente della Regione Lazio, battuto dal candidato di centrosinistra N. Zingaretti.
Pure il professor Parisi fa finta di non vedere quanto accaduto e accade ancora a Gaza, quanto sta accadendo nel sud del Libano. Che delusione per un personaggio che, in altri momenti, ha avuto anche posizioni brillanti.
Critiche ad Israele? Ma siete pazzi? In questo sito è vietato! E non chiedete un’altra opinione. non sarà accettata!