nota Ufficio stampa Comune di Recanati
Corteo e deposizione delle corone d’alloro da parte del vicesindaco Bartomeoli. Il sindaco Pepa a San Severino con il Presidente Mattarella.
Una manifestazione estremamente sentita e partecipata quella organizzata dall’Amministrazione comunale di Recanati per il 25 aprile. Cittadini, istituzioni pubbliche, con la giunta e la quasi totalità dei consiglieri comunali, associazioni combattentistiche e quelle di volontariato, parti sociali, di fatto la comunità recanatese è intervenuta in massa a questa celebrazione, voluta dall’amministrazione comunale, di un evento fondativo della democrazia italiana e Recanati ha risposto senza indugio.
Il corteo è partito da via Primo luglio accompagnato dalla banda cittadina, per arrivare poi alla deposizione di corone d’alloro e successiva commemorazione del vicesindaco Roberto Bartomeoli e del Presidente della sezione locale dell’Anpi Sandro Apis. Ma la vicinanza alle istituzioni e a questa celebrazione è dimostrata anche dalla partecipazione del sindaco Emanuele Pepa alla commemorazione tenutasi a San Severino alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una partecipazione sentita che ha portato il primo rappresentante della città a testimoniare come anche Recanati sia in prima fila a ricordare i valori del 25 aprile, a partire dalla celebrazione della libertà. “Da 81 anni questa data appartiene alla storia d’Italia, ma anche alle storie personali di tanti uomini e donne che, con coraggio e sacrificio, hanno scelto di opporsi alla violenza e all’oppressione fascista e nazista, restituendo al nostro Paese libertà, dignità e democrazia.
“Oggi rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita proprio per la libertà – ha detto il vicesindaco Roberto Bartomeoli che ha proseguito – compresi quei soldati giunti da terre lontane per combattere e morire per un Paese che non era il loro. Il 25 aprile ci ricorda che la libertà non è mai garantita per sempre. È una conquista che va difesa ogni giorno, anche nelle forme più quotidiane: nel rispetto reciproco, nella qualità del confronto pubblico, nella capacità di ascoltare chi la pensa diversamente, nel rifiuto dell’odio e della violenza, anche quando si presentano sotto forme nuove, magari più sottili. Perché la democrazia vive solo se è partecipata, vive solo se ognuno di noi sente di farne parte. Recanati – ha concluso Bartomeoli – non è estranea a queste sfide. Recanati è una comunità viva, fatta di persone che ogni giorno lavorano, studiano, si prendono cura degli altri, tengono insieme tradizione e cambiamento”.


