La meticolosa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Porto Potenza Picena si è conclusa nella mattinata del 30 aprile 2026 con il deferimento in stato di libertà di otto giovani, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, ritenuti responsabili dei reati di rissa (art. 588 c.p.) e lesioni personali (art. 582 c.p.). La vicenda risale alla notte del 15 giugno 2025, quando intorno alle ore 00:30, la centralissima Piazza Douhet a Potenza Picena è stata teatro di una violenta colluttazione. Secondo quanto ricostruito dai militari, i giovani – provenienti da diversi comuni della provincia (Corridonia, Potenza Picena, Pollenza, Civitanova Marche e Macerata) – si erano divisi in due fazioni contrapposte.
Quello che doveva essere un “appuntamento” per chiarire dissidi nati per futili motivi è degenerato rapidamente in uno scontro fisico brutale, caratterizzato da calci e pugni sferrati vicendevolmente. Nel corso della rissa, ad avere la peggio è stato un giovane di Potenza Picena che, a causa dei colpi ricevuti, ha riportato una frattura composta al cranio, con una prognosi di 30 giorni emessa dai sanitari. Il successo dell’operazione è frutto di una sinergia vincente tra la tecnologia e l’intuito investigativo dell’Arma territoriale. Fondamentali sono state le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza comunale, che hanno permesso di cristallizzare le fasi dello scontro e le fisionomie dei partecipanti. I militari hanno incrociato i dati video con le indagini sul campo, riconoscendo tra i presenti diversi soggetti già noti alle forze dell’ordine e ricostruendo la rete di contatti che ha portato i ragazzi in piazza quella notte.
L’identificazione di tutti i responsabili, a distanza di tempo dai fatti, sottolinea la determinazione dell’Arma nel non lasciare impuniti atti di violenza che minano la sicurezza urbana e il decoro dei luoghi di aggregazione. La presenza costante dei Carabinieri sul territorio garantisce che episodi di tale gravità, anche se inizialmente frammentari nella loro dinamica, vengano perseguiti con estremo rigore attraverso ogni strumento a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le informazioni sono state fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
