Nel dolore per la scomparsa del marito, Iva Novotnà ha scelto di affidare a una lettera il ricordo dell’uomo che Francesco Lorenzini è stato davvero. Una lettera indirizzata a Bruce Springsteen, il cantante che più di ogni altro aveva accompagnato la vita e le emozioni del marito, diventando negli anni una presenza costante nella loro storia familiare. Non solo un appello rivolto a un artista amato, ma anche un gesto pensato per il figlio Leonardo, affinché possa conservare nel tempo la memoria umana e morale del padre.

«Non posso permettere che il nome di mio marito venga associato solo a questo infelice evento – racconta Iva –. Vorrei trasformare lo stigma sociale in orgoglio per l’uomo che è stato, e dare a mio figlio una nuova speranza, amore e forza nel suo cammino di vita».

Francesco Lorenzini, ingegnere civile ed erede della nota impresa edile fondata dal padre Armando, si è tolto la vita nel gennaio scorso. Nelle parole della moglie emerge il ritratto di una persona sensibile e riservata, profondamente rispettosa degli altri e della vita stessa. «Era un’anima antica, con saldi valori e una forte moralità. Ha lasciato dietro di sé la bellezza che aveva radicato in noi».

La lettera parte da Recanati, la “Città della poesia”, e attraversa il dolore di una perdita improvvisa, ma anche i ventidue anni di amore condiviso e il desiderio di trasformare quella sofferenza in una nuova “colonna” su cui costruire il futuro del piccolo Leonardo. Il bambino, che ha compiuto 8 anni nello stesso giorno del figlio di Springsteen, oggi cerca nel mito musicale tanto amato dal padre un modo per sentirlo ancora vicino.

Per questo Iva ha deciso di chiedere al rocker americano un semplice messaggio per il figlio: poche parole che possano diventare un ricordo prezioso da custodire nel tempo. «Vorrei che nostro figlio un giorno leggesse queste parole stampate e capisse la nobiltà del legame che univa i suoi genitori. Se dovessi paragonare mio marito a qualcosa, sarebbe proprio la musica che tanto amava, o la danza. Sarebbe sicuramente un valzer: nobile, melodico e discreto in ogni senso».

La scelta di rendere pubblica la lettera nasce anche dalla volontà di andare oltre il dolore e oltre il giudizio, trasformando una tragedia personale in un invito a guardare alle persone per ciò che hanno saputo donare nella loro vita.

 

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