Tra i migliori otto d’Italia con il progetto RootNet. Un’esperienza di ricerca sul campo che unisce biotecnologie e innovazione digitale.

Il futuro del nostro territorio è nelle mani degli studenti del Liceo “G. Leopardi”, sempre più scuola di riferimento per una didattica laboratoriale d’eccellenza.

Il 28 maggio, presso l’Acquario Romano, un team rappresentativo delle classi 4R, 3M e 3L dell’indirizzo Scienze Applicate sfiderà le proposte di altri sette istituti provenienti da tutta Italia nella finale nazionale di “Mad for Science”, il prestigioso concorso promosso dalla Fondazione Diasorin.

Oltre che una competizione, il concorso rappresenta un’esperienza didattica coinvolgente e un’occasione per potenziare con attrezzature all’avanguardia i laboratori scientifici già in dotazione alla scuola, dentro i quali, da anni, i docenti dell’indirizzo di Scienze Applicate lavorano per proiettare i ragazzi nel cuore della ricerca attiva.

In queste settimane, sotto la guida della Prof.ssa di Scienze Naturali Lucia Galassi, mente e cuore dell’iniziativa, e del Prof. di Informatica Michele Brizi, gli studenti si stanno preparando ad affrontare una sfida multidisciplinare: dalla biotecnologia pura allo sviluppo di piattaforme digitali per condividere conoscenza.

Al centro di tutto c’è RootNet: un progetto nato per proteggere la biodiversità del suolo locale. Dopo una prima fase di sperimentazione condotta tra i laboratori scolastici e una serra domotica, le colline di Recanati, patrimonio di bellezza e cultura, diventeranno a loro volta un laboratorio a cielo aperto dove il team ha l’obiettivo di studiare le micorrize autoctone. Questi funghi simbionti, alleati naturali delle radici, verranno fatti proliferare attraverso l’uso di scarti agricoli locali (economia circolare) per rendere le piante più resilienti ai cambiamenti climatici, riducendo drasticamente la dipendenza da prodotti chimici industriali.

Il risultato è un modello di “cittadinanza scientifica attiva” dove la scuola non solo insegna, ma produce conoscenza utile al territorio.

A Roma,dunque, i ragazzi del nostro Liceo porteranno un manifesto che racconta come la scienza possa preservare concretamente la bellezza e la salute dei nostri luoghi.

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2 commenti

  1. Non si può che incoraggiare la splendida iniziativa. Il problema del riciclaggio degli scarti agricoli ma anche domestici e industriali è sentito in tutto il mondo. Dovrebbero iniziare le famiglie a insegnare ai più piccoli che in natura i rifiuti non esistono ogni sostanza ha il suo ciclo e trova valido uso in un ciclo successivo. Eppure ci sono degli ostinati ignoranti (magari anche ambientalisti a parole) che si ostinano a conferire nei puzzolenti cassonetti stradali gli scarti organici della loro vita domestica o, ancora peggio, cibo scaduto o semplicemente non più gradito invece di gestirlo in una compostiera familiare tra l’altro fornita gratuitamente dal Comune. Per non parlare della plastica monouso non biodegradabile che dovrebbe semplicemente essere messa fuorilegge.

  2. Complimenti agli studenti della Scuola Primaria Olimpia e all’Istituto Comprensivo Luca Della Robbia per questo bellissimo progetto. Parlare di energie rinnovabili a scuola è importante perché aiuta i ragazzi a collegare la sostenibilità con concetti concreti di scienza e fisica, come energia, luce, calore, movimento ed elettricità.

    Iniziative come “Il Sole in Classe” sono preziose perché rendono l’apprendimento più vicino alla vita quotidiana e stimolano curiosità, creatività e pensiero critico. Un grande in bocca al lupo per il contest nazionale!

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