Baby gang, vandalismo, furti, truffe, taccheggio. Quasi il 30% dei commercianti marchigiani sente che la sicurezza nellecittà sia peggiorata percepisce maggiore insicurezza da una parte mentre dall’altra è costretta a combattere contro l’abusivismo e la contraffazione con un conto salato che, per le imprese regolari, vale 41 miliardi di euro e mette a rischio 284 posti di lavoro. Sono i numeri dell’indagine del Centro Studi Confcommercio Marche sui fenomeni illegali diramati in occasione della tredicesima edizione della Giornata di Confcommercio “Legalità, ci piace!”, appuntamento di analisi, denuncia e sensibilizzazione sull’impatto dei fenomeni criminali nell’economia reale e sulla tenuta dei livelli di sicurezza nei centri urbani. Secondo l’indagine di Confcommercio sui fenomeni illegali il 29% delle imprese del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025, con l’abusivismo commerciale che costa 10,5 miliardi di euro, l’abusivismo nella ristorazione che pesa per 8,5 miliardi, la contraffazione per 5 miliardi. Fenomeni che, per quasi 7 imprese su 10 (66,6%), sono alla base di concorrenza sleale (53,5%) e riduzione dei ricavi (22,2%).

 

Tra i fenomeni criminali più percepiti ci sono i furti (26%), seguiti da atti di vandalismo e spaccate (24,1%), aggressioni e violenze (24,1%), rapine (24%). Tre imprenditori su dieci (30,2%) temono che la propria impresa possa essere esposta a crimini quali furti, truffe e frodi informatiche, atti vandalici, rapine, aggressioni e i furti rappresentano la principale preoccupazione (32%), mentre Il 22,8% delle imprese segnala episodi criminali legati alle baby gang nella zona di operatività e di queste la metà (49,6%) è preoccupata per la propria attività. L’impatto economico non vale 5,4 miliardi per il taccheggio, 7,4 miliardi tra ferimenti, assicurazioni, spese difensive e 4,2 nei casi di cyber criminalità.Un’impresa su tre (33%) teme la mala movida, soprattutto per il degrado urbano (50,3%) e per atti di vandalismo e danneggiamenti (45,5%). 

“I fenomeni illegali — sottolinea il direttore di Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco alterano profondamente la concorrenza e scoraggiano gli investimenti. Sono un danno alla sicurezza pubblica, all’immagine delle nostre città, all’economia delle nostre imprese costrette a subire minori incassi e concorrenza sleale e anche alla collettività perché sottrae risorse alla fiscalità dello Stato”. Proteggere il sistema economico significa, prima di tutto, salvaguardare le imprese oneste, difendere il lavoro e garantire sicurezza ai cittadini, riconoscendo che un negozio aperto rappresenta il primo presidio di controllo sociale e vitalità del territorio. Confcommercio ci impegniamo da anni per diffondere il valore della legalità”.

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