Il Consigliere Stefano Miccini deposita un’interrogazione: «Criteri scientifici calpestati da logiche politiche. A rischio le tasche dei cittadini con possibili aumenti TARI»

Le recenti decisioni prese in seno all’Assemblea dell’ATA 3 Rifiuti di Macerata accendono il dibattito politico a Recanati. Il Gruppo Consiliare “Uniti per Recanati”, tramite il consigliere Stefano Miccini, ha depositato un’interrogazione formale a risposta orale rivolta al Sindaco, che sarà discussa nel prossimo Consiglio Comunale. Al centro della contestazione c’è il voto favorevole espresso dal Comune di Recanati lo scorso 6 maggio in merito alla nuova classificazione dei comuni per la localizzazione dei siti idonei alla nuova discarica provinciale.

Secondo quanto emerso, la graduatoria dei siti potenziali – redatta con criteri scientifici e oggettivi dall’Università Politecnica delle Marche e approvata a maggioranza – sarebbe stata di fatto sovvertita in sede politica. Una scelta che, secondo numerose denunce pubbliche e posizioni assunte da altri Comuni della provincia, non rispetterebbe i criteri tecnici di idoneità ed economicità inizialmente stabiliti.

«Ci troviamo di fronte a una decisione che viene definita da più parti come fortemente penalizzante per il territorio», dichiara il Consigliere comunale Stefano Miccini. «Sembra che la scelta finale sia stata guidata da logiche di appartenenza politica piuttosto che dal perseguimento del bene pubblico. La cosa più grave è che il Sindaco di Recanati, allineandosi a questa posizione, ha espresso voto favorevole all’atto.»

Il gruppo “Uniti per Recanati” lancia l’allarme sulle pesanti conseguenze che questa gestione potrebbe avere sulla comunità locale. Il rischio concreto è quello di innescare una stagione di ricorsi amministrativi da parte dei comuni penalizzati. Questo non solo rallenterà l’iter burocratico per la chiusura del ciclo dei rifiuti, ma costringerà a continuare a trasportare i rifiuti fuori provincia, con un inevitabile aggravio dei costi di gestione.

«Vogliamo sapere se l’Amministrazione si rende conto che questo stravolgimento delle risultanze tecniche ci espone a ricorsi legali certi», incalza Miccini. «Il prolungamento dei tempi e l’inefficienza si tradurranno, purtroppo, in un ulteriore aumento della TARI per le famiglie e le imprese di Recanati. Come intende il Sindaco giustificare ai nostri cittadini un aumento delle tasse derivante da accordi di parte che calpestano l’efficienza economica e la tutela ambientale?»

Con l’interrogazione depositata, il Gruppo “Uniti per Recanati” chiede formalmente al Sindaco di riferire in Aula e di spiegare le motivazioni politiche e tecniche che lo hanno spinto a votare un atto in aperta contraddizione con lo studio della Politecnica delle Marche, pretendendo massima trasparenza sulla coerenza tra i criteri previsti dal Piano d’Ambito e la scelta finale adottata in Assemblea ATA.

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