comunicato del PD di PortoRecanati
Acqua pubblica, TARI e rifiuti: servono scelte coraggiose a difesa dei cittadini
Negli ultimi mesi famiglie, pensionati e attività economiche di Porto Recanati stanno subendo un aumento sempre più pesante delle bollette dell’acqua e della TARI. Una situazione che non nasce dal caso, ma da anni di ritardi, mancanza di programmazione e scelte politiche regionali incapaci di dare risposte strutturali ai territori della provincia di Macerata.
Sul fronte dell’acqua pubblica, il riferimento è l’AATO 3 Marche Centro–Macerata, dentro il quale negli anni si sono prodotti allineamenti tariffari e incrementi che hanno coinvolto anche i comuni della costa e Porto Recanati. Da troppo tempo si parla di gestore unico, ma senza arrivare a una soluzione chiara e condivisa. Nel frattempo, avanzano modelli che rischiano di spingere verso una progressiva privatizzazione del servizio idrico. Noi continuiamo a sostenere con forza un principio semplice: l’acqua è un bene pubblico e non può essere trattata come una merce. Deve restare fuori dalle logiche del profitto e sotto controllo pubblico, garantendo trasparenza, investimenti e tutela dei cittadini.
Anche sul tema dei rifiuti la situazione è sempre più preoccupante. La destra regionale governa da anni la Regione Marche ma non è ancora riuscita a trovare una soluzione seria e definitiva sul piano regionale dei rifiuti e sul sistema delle discariche. Oggi il rischio concreto è che si tenti di scaricare sui territori, e spesso sui comuni amministrati dal centrosinistra, il peso dell’incapacità politica e amministrativa della Regione. La provincia di Macerata sta già vivendo le conseguenze di questa assenza di programmazione. I costi di smaltimento aumentano, il sistema resta fragile e dal prossimo anno i cittadini rischiano ulteriori rincari della TARI, con aumenti stimati intorno al 10%, anche legati alle criticità del sito di smaltimento di Cingoli.
Porto Recanati non può diventare il luogo dove far ricadere errori e ritardi altrui. E soprattutto non possono essere sempre le famiglie a pagare il conto finale.
Per questo chiediamo all’amministrazione comunale una scelta politica chiara e concreta. Negli anni si sono accumulati avanzi di amministrazione e risorse derivanti da servizi pagati dai cittadini ma non erogati o erogati in parte. In un momento di forte difficoltà economica, quelle risorse devono tornare alla comunità.
La nostra proposta è semplice: utilizzare parte dell’avanzo di bilancio e delle somme non spese per alleggerire il peso della TARI attraverso sgravi significativi in bolletta per famiglie, anziani, lavoratori e attività commerciali. Non è una misura straordinaria o irrealizzabile. È una scelta di responsabilità politica e di giustizia sociale. Se i cittadini hanno contribuito alle casse comunali pagando servizi non erogati o erogati in parte , è giusto che quelle risorse vengano redistribuite per difendere il potere d’acquisto delle persone e sostenere il tessuto economico della città.
Chiediamo inoltre all’amministrazione di spiegare con trasparenza l’origine degli aumenti, indicare quali margini esistano realmente per contenerli e difendere Porto Recanati in tutte le sedi istituzionali, a partire dal confronto con Regione e AATO.
La politica deve tornare a fare una scelta precisa: stare dalla parte dei cittadini o limitarsi a trasferire sui territori i costi dell’inefficienza regionale. Noi del PD scegliamo di stare dalla parte di Porto Recanati, della tutela dei beni pubblici e di una fiscalità più giusta ed equa.
