La vicenda della Flotilla diretta verso Gaza, le polemiche sull’operazione israeliana, il caso Ben Gvir, le accuse contro Israele e la crescente ondata di propaganda e antisemitismo in Europa.
Ne parliamo con Deborah Fait, collaboratrice di Informazione Corretta, in una lunga intervista senza filtri sui temi più caldi del conflitto mediorientale e sulle reazioni politiche e mediatiche internazionali.
Dalla legittimità del blocco navale imposto da Israele alle accuse rivolte agli attivisti della Flotilla; dal ruolo del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir alle richieste di sanzioni avanzate dal governo italiano.
Si parlerà anche del rapporto tra attivismo pro-palestinese e Hamas, della guerra contro l’Iran e le organizzazioni terroristiche, della situazione a Gaza, delle proteste interne al regime iraniano spesso ignorate dai media occidentali e del clima crescente di ostilità verso Israele in Europa.
Nel corso dell’intervista anche un passaggio sul caso Eurovision con il cantante israeliano Noam Bettam.
Un confronto serrato su propaganda, informazione, guerra e libertà di critica, con una domanda centrale: dove finisce il dissenso politico e dove inizia invece la delegittimazione di Israele e del popolo ebraico?

8 commenti
un insulto alla dignità umana!
A ciascuno di coloro della Flotilla che sono stati sequestrati in mare, sono stati tolti i documenti ed è stato applicato un braccialetto con un numero “identificativo”, che a TUTTI ha ricordato il numero che veniva tatuato sul braccio ai deportati nei lager nazisti, durante la seconda guerra mondiale.
E parliamo ancora di Israele “stato democratico”?
Il mondo ormai vi detesta
La propaganda non ha più nessuna presa,nessun effetto su chi ha ormai ha perfettamente compreso quanto disumani siano i vostri principi
la guerra contro israele la sta facendo israele stessa
Non servono le parole di questa anziana che fatico a commentare per difendere la politica sionista. Ormai hanno perso ogni forma di decenza, agli occhi del mondo sono aggressori, violenti, assassini. Dispiace per quella sana opposizione che esiste in Israele e che porta a giudicare un popolo intero per una (seppur importante) parte estremista e malsana. Ma i colpevoli sono loro. E la pagheranno in eterno (non per 12 mesi) nel genihom.
sempre dalla parte della democrazia e della libertà, forza Israele
Oh, finalmente, ora è tutto chiarissimo.
Oggi fa caldo, il sole deve aver fatto male alla testa di qualcuno a RadioErre. Quantomeno curioso il concetto di sostegno alla libertà quando convivono al suo interno milioni di palestinesi sotto occupazione da quasi sessant’anni, colonie giudicate illegali dalla Corte Internazionale di Giustizia, Gaza sotto blocco, due sistemi legali diversi nello stesso territorio e bombardamenti che continuano a riempire cimiteri. Siate pur certi però che basta urlare “democrazia” abbastanza forte e tutto il resto sparisce. Qualcuno su Facebook ha recentemente commentato ironicamente che fra un po’ ci ritroveremo a fare un bagno al mare pensando di essere in Puglia e improvvisamente verremo prelevati e portati ad Haifa. Andatevi poi a leggere del progetto “Colonia israeliano nel Salento”. Gli occhi per leggere ce li abbiamo tutti, cara RadioErre. Abbiamo anche una testa per ragionare, così come gli ebrei americani che non sanno più da che parte girarsi per denunciare le politiche attuali di Israele. Cercate, leggete…
Il problema comunque non sarebbe difendere Israele. Il problema è raccontare SOLO Israele, dando spazio sempre e soltanto a una narrativa, come se dall’altra parte non esistessero civili, diritti umani o diritto internazionale.
La propaganda, RadioErre, non diventa giornalismo solo perché va in onda alla radio. Fare propaganda non vi rende onore. Ora, mi raccomando un cappello estivo per queste giornate.