nota di Benito Mariani – Lega Recanati
Mancano pochissimi giorni alla scadenza del 30 giugno per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista”. Cittadini e residenti hanno le ultime ore a disposizione per firmare, sia online sia recandosi di persona presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di Recanati durante i normali orari di apertura. L’obiettivo del testo è chiaro e sposa in pieno le storiche battaglie della Lega: blindare i confini, fermare l’immigrazione clandestina, azzerare la protezione speciale e contrastare duramente il business del traffico di esseri umani.
Tra i punti chiave spiccano il potenziamento delle espulsioni, lo stop alle sanatorie facili e la revoca della cittadinanza per gli stranieri che commettono reati gravi. Viene inoltre introdotto il “Programma Nazionale di Remigrazione”, un sistema che favorisce il rientro volontario e assistito nei paesi d’origine attraverso incentivi economici, finanziato riconvertendo i fondi finora sprecati per l’accoglienza.
Su questo fronte la Lega e il Governo di centrodestra stanno già dimostrando con i fatti da che parte stare. Proprio nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha dato il via libera al testo sui rimpatri volontari assistiti collegato al Decreto Sicurezza-Bis o DL Rimpatri. Mentre altri si limitano agli slogan o cercano di mettere il cappello su battaglie non loro, noi portiamo a casa risultati concreti per la sicurezza degli italiani. Sostenere questa proposta significa dare una spinta ulteriore all’agenda politica nazionale, così come avviene per altre raccolte firme parallele e di buonsenso, come la proposta sulla “Neutralità permanente dell’Italia” in modifica all’articolo 11 della Costituzione e la proposta “Cieli Blu” contro la geoingegneria.
In qualità Presidente del Consiglio comunale, sono pienamente disponibile sul territorio per l’autenticazione delle firme. Invito i cittadini a non perdere questa occasione di partecipazione reale.



15 commenti
Sarebbe ora che iniziate VOI…. a remigare una volta per sempre!!!
Completamente d’accordo. I leghisti sono un cancro.
MARIANI pensa se tutti quei milioni di “italiani” che hanno invaso il mondo ce li rimandassero indietro te li piglieresti? Ci hai pensato mai? O apri bocca e dai fiato
Sono leghisti, non chiedere troppo…
sarà un flop, come la Lega
Persone con cui è imbarazzante condividere la cittadinanza.
È un peccato che, in mezzo a queste discussioni politiche, spesso si perda di vista qualcosa di così profondo come il legame dei discendenti italiani in tutto il mondo con le proprie radici, la propria storia e la propria identità.
Persone che, in base al diritto di ius sanguinis, sentono l’Italia come parte della propria famiglia, oggi vedono questo percorso diventare più limitato. In questo senso, la Legge Tajani (Legge 74/2025) ha segnato un cambiamento importante, poiché dal 27 marzo 2025 i consolati hanno ristretto la procedura automatica di ricostruzione, che ora arriva solo fino alla linea del nonno.
Al di là delle norme, rimane la riflessione sull’importanza di non perdere quel legame umano e culturale che unisce milioni di discendenti all’Italia e che fa parte di una storia ancora viva in tutto il mondo.
Il superbonus e la ricostruzione post sisma non sarebbero possibili senza il lavoro pesante e pericoloso degli immigrati.
Va gestita l’integrazione anche con il massimo rigore ma la denigrazione non mi sembra la ricetta giusta.
schiavista. vai te a fare i lavori pesanti e raccogliere i pomodori
questo è il vero PD.
Ma di cosa stiamo parlando? Remigrazione altro non è che deportazione, punto. Stendiamo poi un velo pietoso sul puro sangue italico, concetto questo che riporta ad un tempo indegno della nostra storia.
Credo che si stia confondendo il concetto di “sangue italiano” con il riconoscimento di una storia familiare e nazionale che è reale. Milioni di italiani sono emigrati perché l’Italia attraversava periodi di povertà, guerre e mancanza di opportunità. Il mio bisnonno, come tanti altri, ha dovuto lasciare la sua terra e costruire una nuova vita in Argentina.
Oggi i discendenti di quegli emigrati non rivendicano privilegi, ma il riconoscimento di un legame storico, culturale e familiare che non si è mai interrotto. La cittadinanza per discendenza non si basa su idee di superiorità razziale né su concetti propri di periodi oscuri della storia, ma sul principio di continuità familiare che lo stesso Stato italiano ha riconosciuto per generazioni.
Risulta contraddittorio che l’Italia abbia promosso per decenni il legame con le comunità all’estero, valorizzando il contributo degli emigrati italiani nel mondo, e che oggi molti discendenti si trovino a vedere limitato l’accesso a una cittadinanza che le loro famiglie hanno conservato attraverso le generazioni.
I figli, nipoti e pronipoti di quegli italiani che partirono non sono estranei a questa storia. Ne fanno parte. Riconoscere questo legame non significa escludere nessuno, ma rispettare la memoria di chi fu costretto a emigrare e mantenere vivo il legame tra l’Italia e i suoi discendenti in tutto il mondo.
Si tratta di accogliere gli esseri umani che si trovano in terra italiana di offrire loro condizioni di vita accettabili. un lavoro rispettoso dei contratti collettivi e pretendere il rispetto di leggi e ordinamenti. Non dico che sia facile ma e l’unica strada possibile per un paese civile.
Non si parla di extracomunitari integrati, che vivono e lavorano nel rispetto delle regole. La norma è per quelli che delinquono, che non contribuiscono in nessun modo alla società anzi la danneggiano. Per questi pene certe e rimandati a casa subito! ne facciamo volentieri a meno. Ciò vale anche per i più giovani che non vogliono integrarsi. Che scontino le pene, le riabilitazioni e le cure nei loro paesi d’origine. Importante anche la stretta sulle ONG.
Certo che ci vuole un bel coraggio per continuare a fare una propaganda nazional popolare con il solo scopo di seminare odio razziale . Complimenti
Se li condanniamo alla clandestinità non possono avere un regolare contratto di lavoro e li diamo in pasto o a sfruttatori o a malavitosi o meglio a entrambe le figure. Quanto alla sicurezza che è un problema reale e sentito, un maggior rigore sarebbe opportuno verso tutti i delinquenti italiani e stranieri che appestano le nostre contrade. purtroppo come giovani delinquenti anche gli italiani promettono bene!