Avrebbe insultato, aggredito e minacciato la compagna con un coltello, arrivando in un’occasione a puntarglielo all’addome durante un litigio. Per questi fatti, un 35enne di origini pugliesi, residente a Recanati, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della donna con cui conviveva.

La decisione è stata presa dal giudice dell’udienza preliminare Giovanni Manzoni al termine dell’udienza svoltasi mercoledì in tribunale a Macerata. Il processo prenderà il via l’8 luglio.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Francesco Carusi, gli episodi contestati sarebbero iniziati nel novembre 2024. L’uomo avrebbe progressivamente instaurato nei confronti della compagna un clima di sopraffazione fatto di offese, umiliazioni e violenze fisiche. Stando alla denuncia presentata dalla donna, il 35enne l’avrebbe ripetutamente insultata con frasi come «Tu non sei nessuno» e altri epiteti offensivi, per poi passare alle aggressioni. In diverse occasioni le avrebbe sferrato schiaffi al volto; una volta l’avrebbe afferrata per il collo e, in un altro episodio, l’avrebbe colpita con una bottiglia, provocandole un ematoma a una gamba.

L’episodio più grave contestato risale a una lite durante la quale l’uomo avrebbe impugnato un coltello puntandolo contro l’addome della compagna, minacciandola. La donna, temendo per la propria incolumità e vivendo, secondo l’accusa, in uno stato di costante paura, avrebbe infine deciso di denunciarlo.

L’imputato respinge tutte le accuse. È assistito dall’avvocato Laura Fratini, mentre la presunta vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Gianluca Brizi, sostituito all’udienza dal collega Andrea Tonnarelli.

Sarà il dibattimento a chiarire le responsabilità dell’imputato e ad accertare la fondatezza delle accuse mosse nei suoi confronti.

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