Circa 300 persone hanno preso parte questa mattina, alle 8.30, alla “colazione di protesta” organizzata nell’area individuata come possibile sede della futura discarica. Un’iniziativa simbolica, promossa dal comitato spontaneo nato per contrastare il progetto e sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle criticità del sito prescelto.
Secondo gli organizzatori, alla manifestazione hanno partecipato circa 300 persone, arrivate con oltre 140 automobili. L’incontro si è concluso intorno alle 10, anche a causa delle elevate temperature.
«Abbiamo voluto organizzare questa colazione proprio sul luogo dove dovrebbe sorgere la discarica – spiega Giuseppe Stacchiotti, tra i promotori del comitato – perché era il modo migliore per far vedere concretamente ai cittadini dove si trovano i due siti individuati con i nuovi criteri adottati dopo lo studio dell’Università Politecnica delle Marche».
Nel corso della mattinata sono intervenuti i rappresentanti del comitato, la sindaca di Motefano, Angela Barbieri e quella di Montecassiano Barbara Vecchi, l’assessore all’Ambiente del Comune di Osimo Antonio Spilli e i consiglieri regionali Paolo Caporossi e Leonardo Catena. Presenti anche esponenti dell’opposizione del Comune di Filottrano.
Dopo gli interventi, i partecipanti hanno effettuato un sopralluogo nell’area. «Da San Biagio di Filottrano si possono vedere entrambi i siti individuati, quello di via Bendiletto e quello di via Fratte, distanti circa un chilometro l’uno dall’altro».

Il comitato, costituito formalmente per poter avviare la raccolta firme, annuncia di aver ormai raggiunto quota 4mila sottoscrizioni contro il progetto. Le firme saranno consegnate il prossimo 7 luglio al Consiglio regionale delle Marche, con una delegazione che raggiungerà Ancona in pullman.
«Le motivazioni della nostra contrarietà sono numerose – prosegue Giuseppe Stacchiotti -. Si tratta di un terreno che presenta criticità dal punto di vista idrogeologico, ci sono diverse abitazioni nelle vicinanze, due strutture ricettive e attività agricole di pregio, come la cantina biologica degli Azzoni».
Tra gli aspetti evidenziati dal comitato figura anche una questione legata alla presenza di residuati bellici. «In una delle proprietà della zona – sostiene Giuseppe – esisterebbe documentazione del Ministero della Difesa che vieterebbe di scavare oltre un metro di profondità per la presenza di residui della seconda guerra mondiale. Anche questo, a nostro avviso, dimostra quanto sia inopportuno pensare di realizzare una discarica in quell’area».
Gli organizzatori avevano invitato anche il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’assessore regionale all’Ambiente Stefano Aguzzi, auspicando un sopralluogo sul posto. «Se fossero venuti – conclude Giuseppe – avrebbero potuto rendersi conto direttamente delle caratteristiche del territorio. Abbiamo l’impressione che chi ha individuato questi siti non ne conosca fino in fondo le peculiarità».
Sul fronte amministrativo, il comitato precisa di non avere intenzione di promuovere ricorsi giudiziari. L’eventuale impugnazione degli atti, spiegano gli organizzatori, sarà valutata dai Comuni interessati, mentre il loro obiettivo resta quello di portare all’attenzione della Regione la forte opposizione del territorio attraverso le quasi quattromila firme raccolte.