La frattura all’interno del gruppo comunale della Protezione Civile di Recanati resta aperta e il confronto tra una parte dei volontari e l’attuale coordinamento è tutt’altro che risolto. Nella mattinata di ieri alcuni componenti del sodalizio hanno incontrato in Comune il sindaco Emanuele Pepa, responsabile del gruppo, per chiedere un intervento diretto sulla vicenda. L’intenzione iniziale era quella di riconsegnare simbolicamente le divise, gesto poi sospeso dopo il colloquio con il primo cittadino.

I volontari chiedono da tempo la convocazione di un’assemblea generale, ritenuta indispensabile per affrontare le tensioni interne che, a loro dire, si sono acuite dopo gli eventi del 7 febbraio scorso. Secondo i contestatori, da allora il gruppo si sarebbe progressivamente diviso, con alcuni volontari rimasti ai margini delle attività operative.
A fare il punto sull’incontro è stato Benigno Capodaglio. «Il sindaco ci ha chiesto di attendere ancora una quindicina di giorni – ha spiegato – perché intende convocare una riunione con tutti i volontari per cercare di ricomporre le divergenze e restituire unità al gruppo».
Per Capodaglio, però, le difficoltà affondano le radici proprio nella gestione della crisi esplosa nei mesi scorsi. «Dopo il 7 febbraio c’è stato uno smembramento del gruppo e non si è mai riusciti a ricostruire un clima di collaborazione», ha dichiarato, ricordando che in una precedente occasione il sindaco aveva invitato entrambe le parti a fare “un passo indietro”, senza che questo producesse gli effetti auspicati.
Tra le questioni ancora irrisolte c’è anche quella di un volontario che sostiene di essere stato escluso dai turni di servizio pur non avendo ricevuto alcun provvedimento formale di sospensione. Lo stesso riferisce di aver chiesto chiarimenti alla Regione Marche, dalla quale avrebbe ottenuto conferma di risultare tuttora iscritto come volontario attivo. «Non sono sospeso – afferma – ma semplicemente non vengo più chiamato per i servizi. Vorrei conoscere le ragioni di questa scelta».
I volontari confidano ora nella convocazione dell’assemblea annunciata dal sindaco, ritenendola l’occasione per chiarire le rispettive posizioni e trovare una soluzione condivisa che consenta di superare le divisioni e restituire serenità a un gruppo che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per la Protezione Civile marchigiana.