Un po’ di memoria non guasta – nota del Circolo del Cinema “B. Gigli”
Il Circolo del Cinema Recanati è attivo dall’autunno del 1977, collaborando gratuitamente con tutte le amministrazioni che si sono succedute, con le scuole e le associazioni della città.
La prima edizione di “Cinema sotto le stelle” a Recanati nasce negli anni ’80, per iniziativa del Circolo
e dell’ Assessore alla Cultura Luca Marconi, in collaborazione con i proprietari e gestori dell’allora Cinema Nuovo, poi Multisala Sabbatini.
Erano proiezioni a pagamento tutte le sere di Luglio e Agosto nel Cortile di Palazzo Venieri.
Iniziativa interrotta durante la prima Amministrazione Corvatta e ripresa con proiezioni gratuite
con la prima e la seconda amministrazione Fiordomo: due volte nel Chiostro di S. Agostino e una volta
nel piazzale retrostante Villa Colloredo, poi a Palazzo Venieri con l’amministrazione Bravi, fino alla 21a edizione del Luglio 2025 con l’amministrazione Pepa.
Questo per ricordare, a chi forse è nato ieri, che le attività di proiezioni estive sono state promosse
e realizzate fin dall’inizio dal nostro Circolo, così come tutta l’attività di promozione culturale cinematografica con le scuole, le associazioni , l’Università Permanente, attività che continuano attualmente.
Perciò chi ha ispirato o scritto l’articolo del 2 luglio 2026 sul Resto del Carlino (Cinema sotto le stelle, allo studio una rassegna a Sant’Agostino) che le proiezioni estive di “Cinema sotto le stelle” è stata un’attività “sporadica” dimostra soltanto la sua ignoranza o peggio, malafede.
Che poi il gestore della “Sala Gigli”, venuto da molto lontano a innovare le “magnifiche sorti progressive” del Cinema a Recanati, stia “valutando la possibilità” di organizzare proiezioni all’aperto nel Chiostro
di S. Agostino, è per il Circolo e per i cittadini di Recanati una splendida notizia.
Ma è molto poco corretto proporsi come chi è venuto a far fiorire il Cinema nel “deserto culturale cinematografico” della nostra città.Il Presidente
Replica al Circolo del Cinema da parte del Direttore
Leggo con sorpresa il comunicato del Circolo del Cinema di Recanati che attribuisce al mio articolo intenzioni che non aveva. Non c’è alcuna malafede e nemmeno “corta memoria”. Al contrario, chi segue da anni la vita culturale della città conosce bene il ruolo che il Circolo del Cinema ha avuto nella diffusione della cultura cinematografica a Recanati e il lavoro svolto, sempre con passione e impegno, dai suoi volontari.
L’articolo pubblicato sul Resto del Carlino si limitava a riportare le intenzioni del nuovo gestore della Sala Gigli, che sta valutando la realizzazione di una vera stagione di cinema all’aperto con proiezioni quotidiane, ogni sera al calar del sole, durante il periodo estivo.
È questo l’elemento di novità. Parlare di attività “sporadica” non significava certo negare l’esistenza della rassegna “Cinema sotto le stelle”, ma evidenziare una differenza oggettiva nel modello di programmazione. Negli ultimi anni, infatti, le proiezioni estive si sono concentrate in un numero limitato di appuntamenti, generalmente uno alla settimana, per un totale di circa una decina di film nell’arco dell’estate.
Se questa ricostruzione non fosse corretta, il Circolo del Cinema potrebbe semplicemente rendere pubblico l’elenco completo delle proiezioni estive organizzate negli ultimi dieci o vent’anni. Sarebbe un contributo utile per tutti e consentirebbe di confrontare i numeri senza ricorrere ad accuse di ignoranza o malafede.
Nessuno ha mai sostenuto che Recanati fosse un “deserto culturale cinematografico”, né tantomeno che il nuovo gestore sia il primo a proporre cinema all’aperto. Sarebbe una ricostruzione che non appartiene né all’articolo né al sottoscritto.
L’auspicio, molto semplice, è che il progetto annunciato possa incrementare il numero delle proiezioni estive, offrendo ai cittadini un cinema all’aperto con appuntamenti quotidiani. Se ci riuscirà, sarà un valore aggiunto per Recanati. Se non ci riuscirà, lo constateremo con la stessa serenità.
Il riconoscimento del lavoro svolto dal Circolo del Cinema negli ultimi decenni non è incompatibile con la speranza che oggi si possa fare ancora di più. Le due cose possono convivere senza bisogno di trasformare una diversa lettura dei fatti in una polemica forzata e capziosa.
