La partita della Fondazione OO.LL. per il sindaco Pieroni si è ridotta a una squallida questione personalistica. Nella sua campagna contro il CdA nel quale sedevano Federico Guazzaroni e Italo Tanoni, avviata diversi mesi fa e condotta con il supporto dell’allora opposizione, il sindaco non è mai entrato nel merito della gestione dell’ente per spiegare le sue argomentazioni o le sue intenzioni, salvo aggrapparsi a uno sterile campanilismo senza senso. Ciò che è stato dato di comprendere è il suo rammarico, forse per non aver potuto piegare la Fondazione ai desideri del Comune di Loreto, cioè di lui e della sua maggioranza.
Lui la chiama “ritorno alla normalità”. Formuletta che dice tutto e non dice niente, ma utile ad alimentare sospetti di ogni genere e a nascondere un’operazione politica carica di ombre.
Neppure rispondendo alla nostra interrogazione in Consiglio comunale, il Sindaco è riuscito a dare risposte vere e di sostanza, limitandosi invece ad accreditare un livore che ci fa vedere le attuali nomine, senza neppure aver interpellato le minoranze consiliari, più come l’attuazione di una “vendetta”, anziché come il desiderio di promuovere una gestione dei beni pubblici nell’interesse dei cittadini.
La fedeltà va premiata, secondo il nostro Sindaco che, sembra non voglia correre il rischio di avere persone indipendenti (o disobbedienti?), capaci di operare senza vincolo di mandato (come prevede lo statuto dell’ente). Così egli per la prima volta inaugura un nuovo “regime”, ops… volevamo dire “sistema”: l’esclusione di un rappresentante di minoranza, che -si badi bene- non aveva l’obbligo di inserire, ma che ha sempre garantito un’apertura ai principi di democrazia, trasparenza e partecipazione della cittadinanza nella gestione di un ente così importante per Loreto. Un fatto che non ha precedenti nella storia del nostro Comune. Al Sindaco Pieroni il merito di inaugurare anche questo scempio, in un’istituzione così rappresentativa!
Ma a chi ha scelto questa deriva per garantirsi meglio da rischi di disobbedienza, vorremmo ricordare che le persone contro le quali ora punta così pesantemente il dito, erano persone della sua maggioranza.
Ci auguriamo soltanto che il nuovo Consiglio di amministrazione non sia soltanto la prima mossa di una strategia che punta, nella sostanza, a demolire nelle fondamenta la natura della Fondazione OO.LL.. Ci auguriamo che siano soltanto voci quelle secondo cui il sindaco, grazie a queste nomine, si propone di promuovere una modifica dello statuto, con la progressiva emarginazione della rappresentanza della Delegazione Pontificia, in nome di una presunta “modernizzazione” degli organi di gestione dell’ente e in barba a qualsiasi rassicurazione recente sui rapporti futuri tra il Comune di Loreto e l’istituzione vaticana.
Anna Maria Ragaini – Loreto Progressista


