Ieri sera, in Consiglio Comunale, si è discussa un’interrogazione che abbiamo presentato insieme al collega Sabbatini su una vicenda che stiamo seguendo da tempo e che riguarda Astea.
Dopo aver richiesto l’accesso agli atti per ottenere un verbale del Consiglio di Amministrazione di Astea, ci è stato negato con la motivazione che, nel corso di quella seduta, sarebbe stato affrontato un procedimento amministrativo riguardante un amministratore. È stata proprio questa risposta a spingerci a presentare l’interrogazione.
Il Comune di Osimo, infatti, esercita il controllo su Astea attraverso CMA. Per questo riteniamo che, di fronte a una vicenda di tale rilevanza, abbia il dovere di verificare, approfondire e vigilare.
La risposta ricevuta ieri sera è stata, francamente, surreale.
L’Amministrazione ha ammesso di essere a conoscenza dell’esistenza del procedimento, ma ha dichiarato di non aver mai ritenuto opportuno richiedere il verbale del CdA in cui se ne discute. Si è limitata a richiamare il tema della privacy, evitando di entrare nel merito della questione.
Il messaggio che emerge è preoccupante: il soggetto chiamato a esercitare il controllo sceglie di non controllare, di non approfondire e di non assumere alcuna iniziativa. Un atteggiamento che ricorda le tre scimmiette: non vede, non sente e non parla.
Eppure, in altre circostanze – come nel caso della possibile cessione di Energon – questa stessa Amministrazione non ha esitato a intervenire, assumendo decisioni anche molto forti.
Perché, allora, in questo caso si preferisce far finta di non sapere? Perché ci si trincera dietro il silenzio?
Richiamare la privacy non può diventare un alibi per sottrarsi al dovere di controllo. Chi è chiamato a vigilare nell’interesse pubblico non può scegliere di voltarsi dall’altra parte. E proprio questo atteggiamento, anziché chiarire i dubbi, finisce inevitabilmente per alimentarne altri.
