A pochi giorni dalla violenta aggressione subita da un ragazzo di 17 anni a Recanati, interviene pubblicamente la zia del giovane, Norma Rastrelli, che ha deciso di trasformare una vicenda personale in un’iniziativa rivolta all’intera comunità. L’obiettivo, sottolinea più volte nel corso dell’intervista, non è alimentare polemiche o contrapposizioni politiche, ma promuovere un confronto costruttivo tra cittadini, istituzioni e forze dell’ordine sul tema della sicurezza urbana.

Rastrelli racconta come il nipote, grazie al sostegno della famiglia, sia riuscito a superare in breve tempo il trauma dell’aggressione. Rimane però l’amarezza per un percorso che definisce complesso sotto il profilo burocratico e giudiziario e la preoccupazione per una situazione che, a suo giudizio, non rappresenta un episodio isolato ma si inserisce in un contesto più ampio di atti vandalici, intimidazioni e aggressioni segnalati da diversi residenti della città.

Nel corso dell’intervista vengono rivolti sentiti ringraziamenti ai cittadini che hanno collaborato alle indagini fornendo testimonianze utili per l’identificazione dei responsabili, oltre ai Carabinieri della stazione di Recanati, che hanno seguito il caso. Allo stesso tempo viene evidenziata la necessità di rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, aumentando il numero degli operatori presenti sul territorio e potenziando il sistema di videosorveglianza, ritenuto oggi insufficiente.

Da questa esperienza è nata la proposta di avviare un’iniziativa civica condivisa con i comitati di quartiere, i residenti e le istituzioni locali. L’intenzione è quella di chiedere un incontro pubblico con Comune, Prefettura, forze dell’ordine, servizi sociali e Tribunale per i Minorenni, per individuare soluzioni concrete e coordinate che possano migliorare la sicurezza della città e prevenire il ripetersi di episodi analoghi.

Nel suo intervento, Norma Rastrelli ribadisce inoltre che il problema non riguarda esclusivamente la repressione dei reati. Secondo la promotrice dell’iniziativa è necessario intervenire anche sul piano educativo e sociale, sostenendo i giovani che vivono situazioni di disagio e offrendo loro maggiori opportunità di formazione, lavoro e attività utili alla comunità. Per questo motivo l’appello è rivolto non solo alle istituzioni, ma anche alle famiglie, ai cittadini e a tutte le realtà del territorio, affinché ciascuno contribuisca, nel rispetto del proprio ruolo, alla costruzione di una comunità più sicura e coesa.

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