Domenica 19 luglio, nell’incantevole borgo di Smerillo, nel cuore dei Monti Sibillini, va in scena RED PASSAGE, la performance-installazione firmata dall’artista Federica Amichetti con linterazione del collettivo Social Catenelle, entrambe realtà originarie di Recanati.

Il progetto, a cura di Cecilia Casadei, si inserisce nella prestigiosa cornice della 17ª edizione del festival “Le Parole della Montagna”, diretto da Simonetta Paradisi, che quest’anno indaga con profondità il tema del SOCCORSO.

Loperazione si muove su un doppio binario espressivo di straordinaria efficacia. Da un lato, una potente azione performativa incentrata sulla metafora del labirinto e del grande nodo mentale: il filo rosso, come quello di Arianna, diventa l’elemento che mette ordine nel caos, guidando lo spettatore a trovare il bandolo della matassa in un momento di totale smarrimento. Dallaltro, un raffinato intervento installativo diffuso che sposa i canoni della Land Art e dello Yarn Bombing (l’arte di strada basata sul filato). È in questa sinergia che il gruppo delle Social Catenelle assume un ruolo chiave. Il loro uncinetto non è un mero esercizio decorativo, ma un gesto politico e terapeutico, una pratica di cura comunitaria che invade lo spazio pubblico per risanarlo.

Lesperienza comincia con un intervento monumentale sulla muraglia del castello. La grande scritta CUT (taglio), intrappolata in una rete inserita nella roccia, anticipa visivamente il fulcro della performance, il momento in cui le performer, muovendosi attorno al grande nodo di fili rossi al centro della scena, tentano di sciogliere e alimentare quel groviglio claustrofobico. Il contrasto tra la durezza della pietra e la flessibilità del filo diventa larena simbolica in cui si consuma il dramma del disagio e l’urgenza del soccorso. Quando le forbici finalmente tagliano il sistema – un CUT onomatopeico e definitivo – si sperimenta un autentico senso di liberazione. Camminando per i vicoli del paese, ci si imbatte in micro-installazioni dove la Land Art incontra la trama. Una finestra rotta ospita una protesi labirintica” a filet rosso che ricompone linfisso dialogando con la luce; una porta dissestata trova una traiettoria emotiva in una macro-catenella che ne unisce i lembi senza serrarli. Questa scelta lascia sempre aperta la possibilità del transito, perché il vero soccorso permette il passaggio e non trattiene. Il dialogo con il genius loci si fa ancora più intimo nella nicchia-Wunderkammer, dove il mito delle fate della Sibilla viene declinato attraverso l’acronimo F.A.T.A., unendo l’uncinetto a elementi simbolici ad esso legati. Il legame profondo con il territorio si completa nell’omaggio al Museo dei Fossili: qui una scultura a forma di Ammonite sprigiona dal suo guscio di pietra soffici tentacoli rossi, un gesto artistico che sembra voler ridare calore e respiro a ciò che il tempo geologico ha pietrificato.

RED PASSAGE è una tappa d’arte contemporanea preziosa, capace di lasciare un segno profondo sulla pietra e nell’anima di chi vi assiste. Sebbene il filo rosso abbia il compito di riparare, l’opera ci ricorda che la cura non può tradursi in una nuova forma di prigionia. Per consentire il passaggio si rende necessaria una frattura: recidere la trama non è dunque un gesto distruttivo, bensì l’atto sovrano e liberatorio con cui il soggetto si emancipa dalle proprie catene per ridefinire i propri confini e aprirsi, finalmente, allinatteso.

Il progetto non si limita a denunciare un trauma o un legame disfunzionale che, come un cappio, toglie il respiro, ma suggerisce una via d’uscita collettiva. Il soccorso, infatti, non è un evento calato dall’alto, ma risiede nella cura minuziosa, nella pazienza di un punto d’uncinetto che unisce ciò che è spezzato.

-Nikla Cingolani

F.A.T.A., nicchia all’aperto, Smerillo (FM), argilla, rami, semi filato di lana rosso lavorato all’uncinetto, carbone, vetro.
Intervento sulla finestra con labirinto lavorato a filè
L’Ammonite, filato di lana rosso e cordoncino sabbia (lavorato all’uncinetto), pietra calcarea.
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