Dopo l’incontro con il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa, e con l’assessore Emanuela Pergolesi, Servizi Sociali, Norma Rastelli ha illustrato alcune proposte concrete per affrontare il tema della sicurezza sul territorio.

Tra le priorità emerse vi è la richiesta di avviare un programma finalizzato al rafforzamento dell’organico delle forze dell’ordine, con particolare attenzione alla presenza dei Carabinieri, ritenuta fondamentale per garantire una maggiore tutela dei cittadini e una più efficace attività di prevenzione e controllo.

Parallelamente, sta prendendo forma anche un’iniziativa dal basso: un gruppo di cittadini si sta costituendo in associazione o comitato con l’obiettivo di collaborare attivamente alla promozione della sicurezza e della legalità.

Nel frattempo è stato attivato un indirizzo e-mail dedicato:

parlaturecanati@libero.it

Attraverso questa casella di posta, i cittadini potranno inviare segnalazioni, notizie, informazioni e messaggi che possano risultare utili per la prevenzione o la repressione di episodi di violenza e di altre situazioni di rischio sul territorio.

«La sicurezza è un bene comune – sottolinea Norma Rastelli – e può essere garantita solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. L’obiettivo è creare una rete di partecipazione che contribuisca a rendere Recanati una città sempre più sicura e vivibile».

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23 commenti

  1. ma come ci pensa?
    non ha niente altro da fare?
    ci sono le forze dell ordine, anche troppe. soltanto che migliaia di loro sono impegnati a fare la scorta a magistrati, politici, giornalisti, scrittori, sindacalisti! altre migliaia…imboscati. ne vuole altri? e chi li paga? lei?

  2. Luca Falzetti on

    La costituzione di questi gruppi “spontanei” mi preoccupano. La sicurezza va garantita in modo professionale, senza improvvisazioni e, peggio, senza dilettantismo. Il senso civico delle persone dovrebbe essere sufficiente ad assicurare la giusta collaborazione con le istituzioni pubbliche, a iniziare dalle forze dell’ordine, in ogni occasione e di fronte a ogni vicenda. L’allarmismo è pericoloso, molto pericoloso.

    • anche a me moltissimo!
      deresponsabilizza chi dovrebbe vigilare ma prima di tutto chi dovrebbe prevenire questi fenomeni
      (famiglia, scuola e istitutizioni)

  3. Ci informa la signora che sta prendendo forma anche un’iniziativa dal basso: un gruppo di cittadini si sta costituendo in associazione o comitato con l’obiettivo di collaborare attivamente alla promozione della sicurezza e della legalità.

    Iniziò così una certa vicenda:
    “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.»
    Quel giorno vinse la sicurezza.

  4. Proposte “vannacciane”, ma al momento la matrice viene prudentemente tenuta coperta. Questo è.

  5. … posizione molto giusta e condivisibile!!! ottime idee ben mirate e anche perfezionabili, specialmente con l’aiuto del vicinato di prossimità: in questo modo può rendersi fattibile il coinvolgimento in positivo di quelle famiglie che, probabilmente, potrebbero avere figli coinvolti nella mancanza di rispetto verso gli altri e, addirittura, in “episodi di violenza e di altre situazioni di rischio sul territorio”. Ottime idee, da seguire e attivare quanto prima. Specie nei quartieri come Fonti san Lorenzo e dintorni!!!

  6. Mi sembra di capire che la signora voglia fare il lavoro CON gli altri, non degli altri.
    se continuiamo a pensare che ” tanto ci pensa qualcun’altro”, stiamo freschi.
    Ogni iniziativa che voglia portare valore aggiunto, deve essere accolta con positività ed interesse.
    Qui si vuole minimizzare un problema oggettivo e relegarlo a fenomeno di nicchia.
    Purtroppo non è più cosi!

      • A Venezia ci sono gruppi di cittadini che si sono autonominati Cittadini non distratti. Così può andare bene oppure dobbiamo emulare le tre acimmiette non vedo non sento non parlo?

  7. Ma qual è il reale livello di criminalità giovanile a Recanati? O qualcuno ama farsi dei film perchè va di moda?

  8. Per conoscere il livello di criticita’ credo si possa chiedere ai genitori del ragazzo picchiato o al gestore dell’ attività commerciale che è stato costretto a chiudersi dentro il suo negozio, per non prenderle, o all’ anziano “cappottato” dalla sua carrozzina solo per fare due risate, o al signore spinto in casa e poi malmenato, perché aveva ripreso dei ragazzi che stavano facendo casino, o al ragazzo aggredito e picchiato, con suo padre, che intervento ha preso una bottigliata…..
    C’è ne sarebbero molti altri di episodi…
    Stiamo parlando di Recanati, non della periferia di Milano…
    Qui non si vuole fare i poliziotti o sostituirsi a loro, si vuole semplicemente informare tutti coloro che vogliono essere informati, sulla reale situazione nel nostro paese.
    Si vuole raccogliere segnalazioni e proposte, coinvolgere tecnici che possano portare un contributo, coinvolgere parrocchie, comitati, commercianti, associazioni.
    L’amministrazione sta già facendo il suo, ma evidentemente non basta.
    E leviamoci dalla testa che se uno vuole fare qualcosa, per forza deve essere contro l’ amministrazione, o contro le forze dell’ ordine, o contro non so chi altro.
    Non ci viene in mente che semplicemente si voglia fare qualcosa PRO e non CONTRO?

    • Luca Falzetti on

      Allora, signor Andrea, in questa opera di informazione/collaborazione a fini “pedagogico-educativi” vogliamo fare un passettino più avanti? Vogliamo dire come sono finiti gli episodi che lei cita? Perchè, come ricorda qualcuno, le leggi ci sono da un pezzo, i provvedimenti possibili nei confronti dei responsabili anche, così come c’è pure chi le deve mettere in pratica, ma se poi le vittime si accontentano di risolvere tutto con una pacca sulla spalla e magari i soldi per il gelato (è successo, è successo), allora meglio lasciar perdere. E restiamo in guardia davanti alle costituzioni di “gruppi” che vogliono collaborare con le forze dell’ordine e che puzzano tanto di ronde. Restano un pericolo e le istituzioni, a iniziare dal Comune, dovrebbero prenderne le distanze decisamente fin da ora.

    • Concordo pienamente. nessuno vuole sostituirsi ma evidentemente le autorità relegate da sole non sono sufficienti a meno che non si voglia ulteriormente incentivare la politica della tolleranza a mille verso i delinquenti. per quella è più che sufficiente la magnanimità della magistratura verso i delinquenti e il pugno di ferro verso le vittime che osino contrapporsi ai delinquenti.

      • Luca Falzetti on

        Insomma, forze dell’ordine e magistratura non sanno fare il loro mestiere? Occorrono questi volenterosi cittadini per tenere tutto sott’occhio e individuare (e punire) i colpevoli delle malefatte urbane? Siamo su una china pericolosa per la democrazia e per la libertà degli individui. Non rendersene conto è un errore clamoroso, capace d’innescare una spirale preoccupante per la collettività..

        • Evidentemente non sono sufficienti e si può sempre collaborare senza sostituirsi. Inutile negare l’evidenza siamo in balia di bande di delinquenti, truffatori, imbroglioni etc.

  9. Un po di pazienza, alle prime piogge il problema sparirà. Iniziamo a trovarne un’altro per la prossima estate.

  10. Sig. Falzetti, nessuno dice che le forze dell’ordine non sappiano fare il loro mestiere, ma occorre metterle in condizione di poterlo fare.
    Proprio per evitare che tutto finisca con un gelato pagato ( sono sue parole), occorre sensibilizzare le persone e convincerle che si può e si deve denunciare.
    Per rispondere alla sua domanda: su come siano finiti gli episodi citati, le dico che fortunatamente qualcuno ha avuto il coraggio di denunciare.
    Certo qualcuno non lo ha fatto, ma si è chiesto perché.
    Probabilmente perché non si è sentito sicuro e tutelato.
    È chiaro che per non arrivare a questi livelli di gravità, occorre prevenire e per prevenire bisogna conoscere, confrontarsi, parlare.
    Per cui non creda che qui si voglia limitare le libertà o minare la democrazia, si vuole semplicemente fare ciò che troppo spesso si trascura, vale a dire coinvolgere più persone possibile, informarle sulla reale situazione che ci circonda ( molto spesso non c’ è sufficiente consapevolezza) e creare una rete sinergica di educazione, socializzazione e confronto.
    Stia tranquillo, non si vuole innescare nessuna spirale “preoccupante”

    • Luca Falzetti on

      Ho una certa età sig. Andrea e per indole non sono stato mai incline al buonismo, comunque etichettato. Se qualcuno ha subito dei reati e non ha denunciato come di dovere, non si può affermare che “non si è sentito sicuro e tutelato”! Recanati fortunatamente ha una Stazione dei carabinieri, con militari che sanno il fatto loro e sanno affrontare ogni situazione con la giusta misura. Glielo posso garantire.
      Piuttosto ho l’impressione che si voglia cedere al pensiero omologato per fini politici: se non si batte il tasto della sicurezza, non si è al passo con i tempi. Forse la politica, per quel che ne rimane, dovrebbe occuparsi di altro, anziché alimentare la paura e l’insicurezza, che per molti producono tornaconti economici non trascurabili

      • Per denunciare ci vuole disponibilità di tempo, denaro, reti sociali di appoggio. In Italia le vittime non hanno alcuna tutela, sono vittime dei loro aguzzini e poi di uno stato costoso lento arrogante inefficiente debole con i forti e forte con i deboli. Si tenga le sue edificanti e insulse lezioncine di educazione civica. Le dicono nulla gli episodi di donne che hanno denunciato e poi sono comunque finite ammazzate o perché non credute oppure perché magistrati magnanimi w comunque non sanonabili hanno fatto un divieto di avvicinamento che nessuno si è curato di fare rispettare?

  11. Proviamo per un attimo a non ricondurre tutto alla politica (so che è impresa molto complicata).
    Riportiamo per un attimo la questione a quello che è.
    Se ha avuto modo di ascoltare il consiglio comunale di ieri sera, la questione, pur con le normali distinzioni, differenze, punti di vista , ecc, è ritenuta centrale da tutti.
    Non è quindi una visione faziosa della realtà, ma un dato oggettivo.
    Stabilito questo, che cosa vogliamo fare?
    Aspettiamo che le istituzioni facciano quello che non sono riuscite a fare fino ad oggi, o che hanno fatto ma non in maniera efficace?
    Se a Recanati si sono creati gruppi di ragazzi, di varie età che le combinano di tutti i colori, non crede sia dovuto al fatto che qualcosa in questi anni no ha funzionato?
    Lei suggerisce quindi, come cittadino, di stare alla finestra e aspettare che coloro che sono preposti a fare, facciano?
    La vita di ciascuno di noi è quotidianamente influenzata da quello che ci accade intorno.
    È mia ferma convinzione che il mio contributo, come il suo Sig Falzetti, che sta parlando con me di questo argomento, sia essenziale per cercare di creare una società migliore.
    Ci riusciremo?
    Non lo so.
    Vorrei però essere certo di aver tentato quello che le mie modeste capacità mi consentiranno di fare.

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