Lettera Aperta di Gioacchino Di Martino al Direttore di Radio Erre

Caro Direttore, fermo restando la condivisione della pericolosità rappresentata dai social che sfornano informazioni e sentenze come fossero pizze, rimane il fatto che a volte, con autore certo e conosciuto, su F.B. ci si imbatte in storie particolari e quindi vorrei condividere con te quella dell’11 agosto postata da Aurelio Scalabroni con la foto della statua di Cecco Bonanotte corredata da alcune frasi che riporto di seguito come si leggono nella foto. “Dove stà Zazzà..?” Dove è finita la statua di Cecco Bonanotte? – Chiamiamo Giacobbo con la troupe di Freedom per trovarlo?

Post molto gradevole ed intelligente finalizzato, credo, a risvegliare l’opinione pubblica su di un argomento di non poco valore artistico e turistico in una città, come Porto Recanati, dove siti pseudo istituzionali grondano di foto ricordo sul camminamento del castello Svevo. Un post il cui finale mi ha fatto tornare in mente un film di RAI 1 con Luca Zingaretti. L’autore del post, però, non aveva messo nel conto che il ricorrere a strumento di così larga diffusione per porre una domanda non strettamente personale ma di interesse collettivo, poteva non essere gradito a chi, in ultima analisi, dovrebbe sapere dove è finita la statua di Cecco Bonanotte. Puntuale, infatti, è arrivata una prima risposta di Andrea Michelini nella quale traspare rammarico per non essere stato interpellato in privato sul problema. Alla terza interlocuzione Michelini lancia la prima polpetta avvelenata ricordando a Scalabroni di aver usato il suo numero telefonico quando ne aveva bisogno. La replica di Scalabroni oltre ad essere alquanto piccata ne contesta la veridicità dichiarando di aver ricevuto dallo stesso Michelini il suo numero telefonico e di non aver mai avuto nulla da chiedere, né Michelini nulla da dargli. Come ultimo intervento Michelini contesta la versione di Scalabroni ed aggiunge una seconda polpetta avvelenata ricordando al suo interlocutore che fu lui a lasciargli il proprio numero di telefono quando gli parlò del problema che aveva con l’Ente presso cui lo stesso Michelini lavorava.

Essendo stato per oltre sei anni componente del Comitato Regionale INPS delle Marche, mi risulta ben difficile pensare che cosa possa fare un dipendente del suddetto Istituto a favore di un amico se non ciò che tutti possiamo ottenere seguendo normalmente l’iter burocratico in vigore per tutti i cittadini. Perciò, caro Direttore, l’aver voluto evidenziare e presentare come un tentativo quasi corruttivo ciò che forse era una semplice richiesta di informazioni, sempre che questa ci sia veramente stata, lo ritengo non solo un gesto poco elegante, che per un uomo che affonda le sue radici nel teatro sarebbe già cosa molto disdicevole, ma per la carica pro-tempo rivestita dal soggetto in questione offensiva ed oltraggiosa nei confronti di noi cittadini.

Non credo che sia necessario alcun altro commento salvo ricordare che le medaglie hanno due facce e molto spesso non sono affatto coincidenti.

Ah, dimenticavo! Il titolo del film è: IL GIUDICE MESCHINO.

Con viva cordialità. Gioacchino Di Martino

Porto Recanati 19 agosto 2026

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