Niente sequestro preventivo per la controversa locandina del Recanati Comics Festival, ma la vicenda giudiziaria è tutt’altro che chiusa. La Procura della Repubblica di Macerata, attraverso il sostituto procuratore Stefania Ciccioli, ha respinto la richiesta presentata dall’avvocato Mario Pinelli, ma ha deciso di procedere d’ufficio sull’ipotesi di reato indicata nella denuncia, con riferimento all’articolo 403 del Codice penale.
È questo il doppio elemento che emerge dal provvedimento: da una parte il mancato accoglimento della richiesta di bloccare e sequestrare la locandina; dall’altra la scelta della Procura di mantenere aperta la questione sul piano penale.
Il punto controverso riguarda la natura della presunta offesa. Secondo quanto riportato nel provvedimento del pubblico ministero, l’eventuale lesione non sarebbe stata direttamente arrecata al denunciante, ma avrebbe riguardato, eventualmente, la comunità dei credenti. La motivazione viene ricondotta al fatto che «la lesione non sarebbe contro chi ha sporto la denuncia, ma contro la comunità».
Il denunciante, attraverso il proprio legale Piero Cavalcanti, fa rilevare di essersi indicato personalmente nell’esposto proprio per rappresentare la propria condizione di credente e il personale coinvolgimento nella presunta offesa. L’articolo 403 del Codice penale, osserva, riguarda infatti il vilipendio nei confronti di chi professa una confessione religiosa.
La denuncia era stata depositata il 22 agosto, a pochi giorni dall’inizio del festival, in programma dal 27 al 30 agosto. Contestualmente era stato chiesto il sequestro preventivo della locandina, al centro delle polemiche per la rielaborazione dell’«Annunciazione» di Lorenzo Lotto realizzata dall’artista spagnolo Miguel Ángel Martín.
Secondo quanto sostenuto nella denuncia, la reinterpretazione dell’opera avrebbe assunto connotati offensivi e dissacratori nei confronti della figura della Madonna e del sentimento religioso.
Ma oltre al contenuto dell’immagine, ora entra nella vicenda anche un altro elemento: quello dei tempi di trattazione dell’esposto.
L’avvocato Cavalcanti sottolinea infatti che il provvedimento del pubblico ministero è arrivato diversi giorni dopo il deposito della denuncia. Il legale evidenzia inoltre che, a seguito delle verifiche effettuate sul portale telematico, il deposito risulterebbe ancora «in verifica».
Una circostanza che, secondo la difesa, merita di essere approfondita soprattutto alla luce della tempistica. Il festival era infatti ormai alle porte e, proprio per questo, una decisione tempestiva sulla richiesta di sequestro avrebbe potuto assumere particolare rilevanza.
La questione, precisa Cavalcanti, dovrà essere verificata attraverso la documentazione relativa alla gestione interna della denuncia, da confrontare con quella acquisita direttamente dalla difesa.
Per ora, dunque, il manifesto resta esposto e il Recanati Comics Festival può prendere il via senza il sequestro richiesto dalla difesa. Sul piano giudiziario, però, la vicenda rimane aperta: la Procura non ha accolto la richiesta di sequestro, ma ha scelto di procedere d’ufficio sull’ipotesi di reato prospettata nella denuncia.
Sarà ora l’attività della Procura a stabilire se e come la vicenda legata alla controversa locandina avrà ulteriori sviluppi sul piano penale.

5 commenti
siamo sempre alle solite, cioè se un Islamico avesse denunciato una offesa fatta alla loro religione, tutto sarebbe già stato sistemato rimuovendo l’opera e chiedendo scusa al popolo islamico. Purtroppo come vado dicendo da molto tempo gli italiani sono dei grandissimi razzisti, soprattutto con gli italiani stessi. E dove vogliamo arrivare con questi comportamenti? Ci meravigliamo se poi il l’inquilino uccide il suo dirimpettaio?
l’arte non è offesa se non nella testa di chi non la comprende
Ma dai, era ovvio… Riportiamo le cose al loro posto: Non è Arte con la A maiuscola ma una particolare forma di arte popolare che si chiama fumetto o illustrazione in questo caso. E chiaramente non c’è niente di oltraggioso in un fumetto di fantascienza. Ma svegliatevi!
Non capisco se da un granello di sabbia si stia costruendo una montagna, oppure se tutto questo sia abilmente pilotato per dare grande visibilità all’evento
Ma non hanno proprio niente altro da fare? Con tutte le ingiustizie che capitano ogni giorno? Vorrei vedere tutti questi grandi credenti offesi come si comportano nella loro quotidianità, predicano tanto ma poi… Questione ridicola assai, ma ottima per dare ulteriore visibilità a questo festival