Una vecchia carta d’archivio può raccontare molto più di quanto sembri. È il caso del documento rintracciato da Andrea Marinelli, impegnato nella raccolta e nello studio di testimonianze storiche capaci di riportare alla luce il passato della nostra città.
Tra le carte del 1887 è emerso un verbale, firmato dal dottor Francesco Saverio Paglialunga, relativo alla selezione della levatrice comunale di Recanati.
A colpire non sono soltanto i voti e i diplomi delle candidate, ma anche le informazioni sulla loro vita personale. La Commissione annotava infatti se fossero sposate, nubili o madri, mostrando quanto la condizione familiare potesse entrare nel giudizio sulle capacità professionali di una donna.
Tra le candidate c’era Enrichetta Polloni, madre di tre figli e forte di un ottimo giudizio conseguito a Pavia. Dall’altra parte, Maria Santolini, 27 anni, nubile e senza figli, presentava risultati eccellenti alla scuola di Firenze: 14/14 e una medaglia d’argento. A suo favore pesava inoltre la raccomandazione del professor Vincenzo Balocchi, direttore della Regia Maternità di Firenze.
Fu proprio Maria Santolini a ottenere l’incarico.
Quel verbale, oggi, diventa così una piccola ma significativa fotografia della società recanatese di fine Ottocento: una società nella quale il valore professionale di una donna poteva essere valutato insieme alla sua età, alla famiglia, alla religione e alle relazioni personali.
Grazie alla ricerca di Andrea Marinelli, una pagina dimenticata della storia di Recanati torna a parlare. E ci ricorda quanto i documenti d’archivio possano ancora oggi rivelare storie, mentalità e discriminazioni di un tempo non così lontano.
