Con l’inizio di settembre, come ogni anno, a Loreto scatta la febbre da Drappo. Una febbre alta, bellissima
e contagiosa, capace di vestire la città con tutti i colori dei suoi Rioni e di accendere, giorno dopo giorno,
quella voglia di partecipare, tifare e soprattutto vincere.
È il momento in cui l’attesa diventa palpabile, i pronostici iniziano a rincorrersi e ogni discorso,
inevitabilmente, finisce per tornare lì: alla salita di Montereale, ai cavalli, agli abbinamenti, alle batterie e a
quel Drappo che per un anno intero rappresenterà l’orgoglio di un Rione.
Come tradizione vuole, proprio a cavallo tra l’ultimo giorno di agosto e il primo di settembre vengono svelati
i nomi dei nove cavalli chiamati a contendersi l’edizione 2026.
E il lotto di quest’anno promette davvero spettacolo.
A Loreto arriveranno infatti cavalli provenienti da diverse parti d’Italia, accompagnati dalle rispettive
scuderie, a testimonianza di come il Drappo abbia ormai assunto un richiamo che va ben oltre i confini
cittadini e regionali. Esperienze, caratteristiche e storie diverse, tutte destinate a incontrarsi su una prova
unica nel suo genere, dove velocità, equilibrio, adattabilità e coraggio diventano elementi decisivi.
I protagonisti saranno FIORENZO, portacolori della Scuderia Ludo e i Pastorelli, un team tutto da scoprire
nato da un legame tra Puglia e Lazio e pronto a misurarsi con il fascino e le insidie della salita di Montereale.Ci sarà poi LEON DA CLODIA, del signor Fabrizio Di Piazza, altro nome di assoluto interesse in un lotto
che si annuncia particolarmente competitivo. Grande attesa anche per FABER BLACK, della Scuderia L. D’Ascenzo, che a Loreto non arriverà certo da solo: con lui è pronto a muoversi un tifo indiavolato, di quelli capaci di farsi sentire ben prima dell’apertura delle gabbie. Tra i nove figura ASSUEORO, della Scuderia di Filippo Di Giannantonio, chiamato a confrontarsi con una prova particolare e completamente diversa dalle corse tradizionali. Poi PLUTONIO DA CLODIA, dell’Allevamento Clodia di Anguillara Sabazia, realtà ormai
conosciutissima nel mondo dei mezzosangue e presenza che aggiunge ulteriore prestigio alla griglia dei
partecipanti. E naturalmente CHILIVANESU, terzo classificato nell’edizione 2025. Il cavallo della Scuderia
Amati–Iannucci tornerà a Loreto portandosi dietro una vera e propria carovana di sostenitori, soprattutto da
Ronciglione e da Trevi nel Lazio, dove il “biondo” è ormai diventato una vera star. Un cavallo conosciuto,
seguito e amatissimo, che dodici mesi dopo torna con inevitabili ambizioni.
Dal Molise, precisamente da Ururi, terra di cavalli, passione e sfide, arriverà EDEN, della Scuderia S.
Occhionero–I. Fini, o più semplicemente, come amano chiamarla loro, Scuderia Cortomuso. Una
provenienza che racconta da sola quanto il Drappo riesca ormai ad attirare realtà e tradizioni equestri da
diverse zone d’Italia. Dal Lazio arriverà invece DONNA, della Scuderia G. Fiorentini, altro nome pronto a
giocarsi le proprie carte su una salita dove ogni metro può fare la differenza.
A chiudere il lotto sarà infine FASTIDO DA CLODIA, della Scuderia Capparella, secondo classificato nel
Drappo 2025. Da quel giorno il cavallo non ha più corso e proprio questo rende il suo ritorno ancora più
suggestivo. Una cosa, però, sembra certa: a Loreto non viene per fare presenza. Torna su quella salita con un
conto rimasto aperto dodici mesi fa e con un obiettivo fin troppo facile da immaginare: provare a riprendersi
ciò che nel 2025 gli è sfuggito soltanto all’ultimo.
Nove cavalli, nove storie, nove possibilità. Per il momento, però, senza colori addosso.
Perché uno dei momenti più affascinanti della settimana deve ancora arrivare: quello in cui ogni cavallo
verrà legato al destino di un Rione. L’appuntamento è fissato per venerdì 4 settembre, quando si terrà la
tradizionale Cena dei Rioni. Una serata che da sempre rappresenta uno dei passaggi più attesi dell’intera
manifestazione e che quest’anno avrà ancora più significato.
Durante la cena verranno infatti effettuati gli abbinamenti tra i nove cavalli e i nove Rioni della città. Sarà
il momento in cui ciascun concorrente assumerà ufficialmente un colore, una bandiera, un’identità.
Da lì in poi cambierà tutto. Ogni cavallo diventerà il cavallo di un Rione, ogni indiscrezione verrà seguita
con attenzione, ogni prova verrà osservata con occhi diversi. Cominceranno i confronti, le speranze, i calcoli
e naturalmente i pronostici. Ma la serata del 4 settembre non sarà soltanto dedicata agli abbinamenti.
Nel corso della Cena dei Rioni verrà infatti svelato anche il Drappo 2026, realizzato quest’anno a cura del Rione Monte, con la mano dell’artista Chiara Palladini. Un momento particolarmente simbolico, perché sarà proprio allora che il premio più ambito prenderà forma davanti agli occhi di tutti. Quello che fino a quel momento sarà stato soltanto immaginato diventerà improvvisamente reale e avrà nove pretendenti pronti a contenderselo.
Poi comincerà l’attesa più lunga.Quella che separa il venerdì dalla domenica.
Una manciata di ore che, per chi vive davvero il Drappo, sembrano non passare mai. La città entrerà
definitivamente nel clima della corsa, mentre i colori dei Rioni accompagneranno l’avvicinamento al giorno
più importante. Fino ad arrivare a domenica 6 settembre. La giornata inizierà già al mattino. Dalle ore 10:00 sono previste le visite attitudinali, passaggio fondamentale prima dell’inizio della manifestazione.
Successivamente, intorno alle ore 12:00, sarà il momento dell’estrazione delle batterie.
Tre batterie, tre cavalli per ciascuna prova e un solo obiettivo: conquistare il diritto di accedere alla finale.
Sarà quello uno dei momenti più delicati della giornata, perché la composizione delle batterie potrà
inevitabilmente incidere sugli equilibri della corsa e alimentare ulteriormente discussioni e pronostici.
A garantire esperienza, autorevolezza e regolarità in uno dei ruoli più delicati della giornata sarà Renato
Bircolotti, chiamato a Loreto con il compito di starter e giudice della manifestazione. Un nome che, nel mondo dei Palii e delle corse, ha certamente bisogno di poche presentazioni. Bircolotti è infatti uno dei
mossieri più conosciuti a livello nazionale e anche nel 2026 è stato scelto per dirigere entrambe le Carriere
del Palio di Siena, quella del 2 luglio e quella del 16 agosto. Esperienza, freddezza e conoscenza profonda delle dinamiche di partenza ne hanno fatto negli anni una figura di riferimento nelle manifestazioni ippiche e tradizionali italiane. A Loreto sarà lui a sovrintendere alle fasi più delicate della corsa, dall’apertura delle gabbie alla valutazione della regolarità della manifestazione: una presenza di assoluto prestigio per un Drappo che, anno dopo anno, continua a crescere anche sotto il profilo tecnico e organizzativo
Poi, finalmente, non resterà che salire verso Montereale. Per un giorno quella strada cambierà completamente volto. La sabbia, gli steccati, le gabbie, i cavalli, i fantini, il pubblico e i colori dei Rioni trasformeranno ancora una volta la salita in un magnifico ippodromo a cielo aperto, immerso nel cuore di Loreto. È probabilmente questa una delle immagini più suggestive dell’intera manifestazione: una strada cittadina conosciuta da tutti che, quasi per magia, diventa teatro di una competizione capace di coinvolgere un’intera comunità. Su quei poco più di quattrocento metri si concentreranno mesi di lavoro, sacrifici, preparazione e attesa.
Poi toccherà ai cavalli parlare. Le batterie, le partenze, la salita, la tensione crescente e infine la finale. In quel momento non conteranno più i pronostici, le valutazioni o le attese della vigilia. Conterà soltanto chi riuscirà a tagliare per primo il traguardo. E allora un Rione esploderà di gioia, mentre il Drappo 2026 troverà la propria casa.
Loreto è pronta. I cavalli stanno arrivando da più parti d’Italia. I Rioni sono pronti ad accoglierli. La città comincia a vestirsi a festa. E ormai non ci sono più dubbi: la febbre da Drappo è ufficialmente cominciata.
DRAPPO STAFF
