nota di Loreto Progressista
Ritengo che la decisione di trattare in seduta segreta la questione relativa alle nomine della Fondazione OO LL costituisca solo un modo per impedire ai cittadini di conoscere i criteri con cui si procede alla scelta degli amministratori cui affidare la gestione degli enti, oltre che il modo in cui il Sindaco svolge il doveroso compito di accertare la sussistenza dei presupposti tesi alla verifica delle condizioni di eleggibilità e alle eventuali incompatibilità.
Ricordo che il principio generale è che le sedute del consiglio comunale sono pubbliche per legge (art. 38, comma 7 del Testo Unico Enti Locali n. 267/2000), anche se, in casi eccezionali, previsti dal regolamento, possono essere chiuse al pubblico.
Occorrerà quindi capire quando ciò sia possibile previa delibera del Consiglio stesso.
Sul punto il Regolamento del Consiglio Comunale di Loreto stabilisce, per quanto interessa, la modalità a porte chiuse (seduta segreta) in casi specifici, legati alla tutela delle persone, quando si discutono argomenti che richiedono un giudizio o valutazioni espresse sulle qualità morali, sulle capacità o sulla condotta di singole persone. Il tutto per garantire il rispetto della privacy e del decoro dei soggetti interessati.
Ma, cosa si intende per tutela delle persone e quale è il limite rispetto all’interesse pubblico sulla trasparenza e la liceità dei comportamenti di un amministratore?
Per “tutela delle persone” all’interno di un’assemblea pubblica come il consiglio comunale si intende la protezione dei diritti fondamentali alla riservatezza (privacy), all’onore e alla reputazione dei singoli individui, tutela che va tuttavia bilanciata con il superiore interesse pubblico alla trasparenza e alla liceità dell’azione amministrativa e che è regolato da confini rigidi stabiliti dalla legge e dalla giurisprudenza.
Quando si tratta del comportamento di un amministratore pubblico, i limiti si delineano in questo modo: la seduta segreta (o a porte chiuse) si attiva esclusivamente quando l’oggetto della discussione non è un atto amministrativo oggettivo, quando la valutazione discrezionale sia attinente alle qualità morali, alle capacità, o alla sfera privata di una specifica persona.
E’ stato inoltre stabilito che il limite sia sempre da individuare nella trasparenza dei comportamenti di un amministratore verso i cittadini tanto che la giurisprudenza amministrativa e i pareri del Ministero dell’Interno (DAIT) hanno più volte ribadito come limite invalicabile alla segretezza, il fatto che la tutela della riservatezza non possa mai essere usata come scudo per nascondere comportamenti illeciti, conflitti di interesse o per sottrarsi al controllo pubblico.
La seduta, pertanto, deve rimanere pubblica quando si va a discutere circa fatti che riguardino i criteri di nomina di amministratori pubblici e la sussistenza dei presupposti di ineleggibilità e di incompatibilità alla carica di amministratore, nonché gli atti compiuti dal Sindaco per verificarne la sussistenza.
Va, inoltre, osservato che chi assume una carica pubblica è sottoposto per legge a un regime di trasparenza rafforzato a fronte del diritto dei cittadini di conoscere come gli amministratori gestiscono la cosa pubblica e se essi in primis rispettino la legge. Il diritto dei cittadini ad essere informati prevale sulla riservatezza delle loro condotte, quando vi sia un interesse pubblico, come nel caso specifico.
In sintesi, il consiglio comunale può chiudere le porte al pubblico se deve discutere del privato di una persona per tutelarne la dignità. Non può tuttavia farlo se l’obiettivo è discutere della liceità o della trasparenza dell’azione politica e amministrativa di un amministratore pubblico, come nel caso di specie si ravvisa vertendosi sulla sussistenza dei presupposti occorrenti al fine di ricoprire la carica. L’interesse dei cittadini a vigilare sull’onestà e sulla correttezza del modo di operare delle istituzioni e dei pubblici amministratori è gerarchicamente superiore.
Sono queste le imprescindibili ragioni che mi hanno indotto ad abbandonare l’aula, dopo aver preso atto della decisione della maggioranza di trattare la vicenda in seduta segreta, così privando i cittadini del loro diritto a essere partecipi della vita pubblica del Comune di Loreto.
Loreto 30 settembre 2026
Anna Maria Ragaini
Consigliera comunale di Loreto Progressista
