Libertà economica, meno burocrazia, meno Stato. Sono le parole d’ordine di Javier Milei, il presidente argentino che ha fatto della “deregulation” il centro della sua azione di governo. Ora quell’esperienza trova un punto di riferimento anche in Italia. È nato infatti l’«Istituto Javier Milei per la Deregolamentazione», un think tank fondato da Bernardo Ferrero, Leonardo Facco, Lorenzo Imbasciati ed Enrico Marinoni, quattro personalità impegnate da anni nella diffusione del pensiero liberale e libertario.

L’obiettivo dichiarato è studiare, raccontare e promuovere quello che i fondatori considerano l’esperimento politico più radicale del momento. L’Argentina, secondo loro, sta mettendo in discussione un’idea di Stato costruita in decenni di norme, autorizzazioni, vincoli e tasse, per sostituirla con più responsabilità individuale e più libertà di fare impresa.

Ne parliamo in questa videointervista con Leonardo Facco, fondatore del Movimento Libertario, giornalista e da oltre trent’anni voce del libertarismo italiano.

Il punto di partenza è il discorso che Milei ha tenuto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Un intervento lontano dal linguaggio diplomatico, in cui il presidente argentino ha accusato l’ONU di essere diventata un “Leviatano burocratico”, “una curiosa miscela di anarchia e tirannia”, debole con le dittature e invadente con le democrazie liberali”.

Grande spazio anche all’intelligenza artificiale, su cui Milei propone la linea opposta a quella europea: nessuna regolamentazione preventiva, incentivi fiscali e un’Argentina “all’avanguardia della libertà”. Con Facco ci chiediamo chi debba controllare l’innovazione, se lo Stato o il mercato, e che effetti possa avere per le imprese italiane una scelta così diversa da quella dell’AI Act.

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