Venti furti in abitazione tra gennaio e aprile, alcuni anche a Recanati, con un bottino di 5.000 euro in contanti e gioielli d’oro e d’argento per circa 50.000 euro. Sono quelli contestati a tre uomini di origine albanese, di 48, 38 e 36 anni, arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Osimo.
L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Ancona su richiesta della Procura, è stata eseguita a Roma e a Francavilla al Mare (Chieti) con il supporto delle Compagnie di Roma San Pietro e di Chieti. Per i tre sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Due di loro erano già noti alle forze di polizia, uno anche per precedenti specifici.
L’indagine è partita da un furto in abitazione commesso a Osimo la notte del 14 aprile. Poco dopo i tre furono controllati in auto al casello autostradale di Loreto: addosso avevano una fede nuziale, un fermasoldi in oro e 2.090 euro, provento del colpo appena messo a segno. Partendo dall’auto usata dal gruppo, i carabinieri hanno raccolto indizi a loro carico per altri 19 furti in abitazione, 16 consumati e 3 tentati, commessi tra gennaio e aprile 2026 a Osimo, Sant’Elpidio a Mare, Recanati e Montecosaro.
Secondo gli investigatori, il gruppo si muoveva sempre con la stessa auto partendo da Silvi Marina, in provincia di Teramo. Entrava in azione in piena notte, mentre i proprietari dormivano, praticando un foro nella finestra o forzando gli infissi, e poi rientrava in Abruzzo. I ruoli erano definiti: due si occupavano dei furti, il terzo li accompagnava e li andava a riprendere. Ai valori portati via si aggiungono i danni causati dalle effrazioni.
Nel provvedimento il gip ha sottolineato la pericolosità del gruppo, che secondo l’accusa traeva dai furti in abitazione la principale fonte di sostentamento. Si tratta di una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari e impugnabile: i tre sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

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Ecco la risposta dello Stato ai tanti predicatori della paura che circolano dappertuto.