Un anno di eventi per celebrare mezzo secolo di Passione. ‘La Morte del Giusto’, storica Passione Vivente di Villa Musone di Loreto, tra le più celebri e suggestive d’Italia, si prepara a celebrare nel 2027 il suo cinquantesimo anniversario. Un traguardo importante, che il Centro Turistico Giovanile Valmusone ha voluto suggellare con un ricco calendario di iniziative, presentato ufficialmente questa mattina dal presidente Mattia Ciminari insieme ai vertici di Europassione per l’Italia: il presidente nazionale Flavio Sialino, giunto per l’occasione da Udine, e il vicepresidente Loris Ascani. Non una presenza di circostanza: sarà infatti proprio Loreto, in virtù di questo anno ‘giubilare’, a ospitare dal 21 al 23 maggio prossimi l’Assemblea nazionale di Europassione per l’Italia, circuito delle Sacre Rappresentazioni italiane con cui ‘La Morte del Giusto’ condivide il percorso verso il riconoscimento come Patrimonio culturale immateriale Unesco.
Prende così il via – anche con la creazione di un logo celebrativo e di un gadget ad hoc – un anno ‘speciale’ non solo per gli organizzatori, ma per l’intera comunità lauretana, che accanto a momenti di riflessione e rievocazione proporrà anche appuntamenti di dimensione nazionale ed europea. A ricordare il valore della Passione Vivente ben oltre i confini di Loreto sono stati anche il sindaco Moreno Pieroni, che ha evidenziato quanto la manifestazione abbia contribuito a valorizzare a livello nazionale l’immagine delle Marche, e l’assessore al Turismo Francesca Carli, che ha seguito fin dall’inizio il percorso per la candidatura Unesco. Messaggi di augurio sono arrivati anche dal presidente nazionale del Centro Turistico Giovanile Fabio Sialino e dall’antropologa responsabile del percorso Unesco Patrizia Nardi. Sul versante religioso è intervenuto il neo parroco di San Flaviano (Villa Musone) Luigi Colleoni, che si è soffermato sulla scelta del nome ‘Giusto’ nel titolo della rappresentazione, che unisce il racconto evangelico alla riflessione sulle sofferenze di tutti gli innocenti e i “giusti” del mondo.
È stato poi Mario Serenelli, anima storica della Passione Vivente insieme a Gino Principi e fino allo scorso anno presidente del Ctg Valmusone, a illustrare il programma del cinquantesimo. Il primo appuntamento è già il 27 novembre, con una serata dedicata alla proiezione del video storico della prima edizione. A dicembre seguirà un concerto d’organo nella chiesa di San Flaviano, mentre tra gennaio e marzo si svilupperà un ciclo di tre serate con esperti in preparazione alla Passione: il dialogo con l’arabista libanese candidato al Premio Nobel per la Pace Hafez Haidar e Rita Coruzzi sul loro libro ‘L’uomo della Pace’, la performance musicale e recitata con ‘I Divivaluce’ e Viviana De Marco sulla ‘Forza del dialogo e della Pace’, partendo da San Francesco e dai cristiani delle diverse Chiese, e l’incontro con il sindonologo di fama internazionale Fabio Quadrini dal titolo ‘Sindone e Resurrezione’.

Il racconto dei cinquant’anni passerà anche attraverso un volume commemorativo, che sarà presentato il 28 febbraio, e una mostra fotografica allestita nel periodo pasquale. Particolare attenzione sarà riservata ai più giovani con “Grandi come Bambini”, la Passione Vivente rappresentata dai ragazzi, da sei anni appuntamento fisso della Domenica delle Palme, che quest’anno cadrà il 21 marzo. Momento centrale sarà naturalmente il 26 marzo, Venerdì Santo, con la cinquantesima edizione della Passione Vivente. Il programma proseguirà in primavera: il 10 aprile un momento di ringraziamento pubblico dedicato ai volontari che si sono alternati in questi cinque decenni, mentre il 7 maggio la tradizionale iniziativa Giò Madonnari, condotta con le scuole, sarà dedicata proprio ai 50 anni della Passione. Il tema Unesco tornerà a giugno, al centro della tavola rotonda conclusiva con le associazioni di Europassione, studiosi ed esperti del percorso di valorizzazione delle Sacre Rappresentazioni.
Era il 1978 quando padre Valentino Lanfranchi, allora giovane viceparroco di Villa Musone, ebbe l’idea di portare fuori dall’oratorio il racconto della Passione di Cristo e trasformarlo in una rappresentazione capace di parlare alle persone attraverso immagini, parole e partecipazione. Da quella prima esperienza è nata una storia che non si è più interrotta. Oggi ‘La Morte del Giusto’ coinvolge oltre 300 figuranti in costume e circa 470 persone in movimento tra volontari, organizzatori e l’intera comunità di Villa Musone, richiamando ogni anno a Loreto migliaia di persone anche da fuori regione. Una dimensione imponente che, a mezzo secolo di distanza, non ne ha mai tradito l’identità originaria.