Al mattino ci sarà un pullman più grande, ma per il ritorno da scuola non cambia nulla. Contram Mobilità ha risposto così al reclamo dei genitori degli studenti di Montelupone che frequentano le superiori di Recanati. Tramite l’avvocato Elisabetta Bovari, le famiglie avevano denunciato mezzi stracolmi, arrivi dopo il suono della campanella e ragazzi lasciati a terra alle fermate, chiedendo più posti sulle corse del mattino e un collegamento diretto Recanati-Montelupone alle 13. La Pec era stata inviata anche ai Comuni di Recanati e Montelupone; la risposta di Contram, arrivata il 15 ottobre, è stata mandata per conoscenza anche agli uffici regionali del trasporto pubblico locale e al Comune di Montelupone.
Nei giorni scorsi ai genitori era stato detto che sarebbe servito un altro pullman, ma che mancavano gli autisti. La soluzione è arrivata in un altro modo: dopo un controllo a bordo, l’8 ottobre, la Sap, la ditta che gestisce la linea per conto di Contram, ha messo in servizio un bus più capiente, in grado di rispettare i posti a sedere e in piedi consentiti. Fino ad allora i ragazzi viaggiavano accalcati fino a ridosso delle porte, che a volte non riuscivano neanche ad aprirsi.
Secondo l’azienda, ora c’è spazio anche per chi sale alle ultime fermate prima di Recanati, come Becerica, nella zona industriale, dove finora capitava di restare a terra perché il pullman era già pieno. Quanto agli orari, il bus arriva all’Itis Mattei alle 7.50 e alla fermata del liceo Leopardi due minuti dopo.
Niente da fare, invece, per la corsa delle 13. La linea serve tutti e tre gli istituti superiori di Recanati e raccoglie studenti che arrivano da diversi comuni del territorio: prevedere un bus dedicato per ogni paese, spiega Contram, frammenterebbe il servizio e richiederebbe mezzi e risorse che non ci sono. L’organizzazione, aggiunge la società, tiene conto del numero complessivo degli utenti, dei percorsi e dei fondi disponibili.
Per i ragazzi di Montelupone, quindi, il rientro resta lo stesso: all’uscita delle 13 devono prendere corse che passano anche per Loreto e Castelfidardo, restando a bordo quasi un’ora per pochi chilometri e arrivando a casa dopo le 14.
Nella risposta non si parla nemmeno degli autisti della linea per Loreto che in più occasioni si erano rifiutati di far salire gli studenti, nonostante fosse stato proprio il personale dell’azienda a indicare quel pullman come alternativa per alleggerire la corsa delle 7. Alcune ragazze minorenni erano rimaste alla fermata senza alternative, costrette a cercare un passaggio o a rinunciare alle lezioni. “Gli abbonamenti li abbiamo pagati dal primo settembre, la corsa ce la devono garantire”, avevano detto le famiglie.
Nel reclamo i genitori, una cinquantina riuniti in una chat che coordina la protesta, chiedevano anche orari coordinati con quelli scolastici e indicazioni chiare e uniformi sulle corse da utilizzare. Senza risposte adeguate, avevano annunciato di volersi rivolgere agli enti competenti per il trasporto pubblico locale.
