Demolita in fretta e ricostruita a nuovo per diventare la futura Casa della Comunità, l’ala dell’ex ospedale di Recanati è oggi ferma a metà. A sollevare il caso è un cittadino recanatese, Fabio semplici, che si rivolge direttamente all’Amministrazione comunale precisando di non esprimere soltanto un parere personale, ma di farsi portavoce anche degli abitanti del quartiere.
Ai lavori che non si chiudono si aggiunge la questione della sosta. Il cantiere è lì da oltre due anni, con recinzioni, mezzi e materiali posizionati all’esterno e, secondo il cittadino, abbandonati. Uno spazio che sottrae posti auto indispensabili a chi abita nella zona, a chi deve recarsi lì per fare acquisti o per usufruire dei servizi ospedalieri e alle poche attività commerciali rimaste.

Le conseguenze si vedono anche davanti alla struttura sanitaria. Chi deve raggiungere l’ospedale, spiega il residente, è costretto a parcheggiare in modo selvaggio fuori dall’edificio, creando intralcio alle ambulanze che entrano ed escono.
“Proprio per questo chiediamo trasparenza – prosegue –. Quanto ancora devono sopportare i disagi del cantiere gli abitanti del quartiere e chi ci lavora? È una richiesta di informazione”.
Il cittadino si dice fiducioso nella risposta del Comune: “Se abbiamo, come credo, un’Amministrazione comunale affidabile e valida, chiedo spiegazioni”. E chiude con una frecciata: “Magari qualcuno sarà d’accordo con ciò che espongo, salvo chi sui social non riesce ad allinearsi alle vedute mie e di molti altri”.