Raccolti 140 chili di olive e prodotti 14 litri di olio: protagonisti gli alunni e le alunne delle classi seconde in un progetto che unisce educazione alimentare, sostenibilità e tradizione.
Imparare non significa soltanto studiare sui libri, ma anche sperimentare, osservare e scoprire attraverso l’esperienza diretta. È questo lo spirito che anima il progetto di raccolta delle olive della scuola secondaria di primo grado “Patrizi”, un appuntamento che ogni anno trasforma gli ulivi presenti negli spazi verdi dell’istituto in una vera e propria aula all’aperto.
Venerdì 23 ottobre, gli alunni e le alunne delle classi seconde sono stati protagonisti di una mattinata dedicata alla raccolta delle olive, nell’ambito del progetto sull’alimentazione sana, coordinato dalla prof.ssa Angela Caputa.
Il risultato è stato significativo, 140 chilogrammi di olive raccolte, dai quali sono stati ricavati 14 litri di olio, frutto dell’impegno e della collaborazione di tutta la comunità scolastica coinvolta.
Ma il valore dell’iniziativa va ben oltre i numeri. Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa unire teoria e pratica, trasformando le conoscenze acquisite in classe in esperienze capaci di lasciare un segno. Attraverso la raccolta, le alunne e gli alunni hanno l’opportunità di conoscere da vicino il percorso che porta dalle olive all’olio, comprendere l’importanza di una sana alimentazione e riscoprire il legame tra il cibo, la terra e le tradizioni del territorio.
L’attività offre inoltre l’occasione per riflettere sulla sostenibilità ambientale, sul rispetto della natura e sul valore del lavoro condiviso. Gesti semplici, come raccogliere le olive, diventano così strumenti di apprendimento, capaci di sviluppare responsabilità, collaborazione e consapevolezza.
In un’epoca in cui le nuove generazioni sono sempre più abituate a conoscere il mondo attraverso gli schermi, esperienze come questa restituiscono valore al contatto diretto con la natura e alla scoperta dei processi che portano i prodotti della terra sulle nostre tavole.
Gli ulivi della scuola “Patrizi” diventano così molto più di un elemento del paesaggio, sono un patrimonio educativo, capace di collegare scienze, educazione alimentare, tutela dell’ambiente e tradizioni locali.
Un progetto che dimostra come anche un’attività semplice, se inserita in un percorso educativo, possa trasformarsi in una preziosa occasione di crescita. Perché conoscere il valore dell’olio che consumiamo ogni giorno, a partire dalla raccolta delle olive, significa anche imparare a compiere scelte più consapevoli, nel rispetto della propria salute e dell’ambiente.
