Secondo le cifre che circolano, in particolare sul sito on line “La Voce di recanati”, l’aumento della retta mensile alla casa di riposo di Recanati, sarebbe di 250 euro al mese, cioè 3.000 euro in più all’anno per ogni ospite, da aggiungere a una spesa già vicina ai 20.000 euro annui: il totale sfiorerebbe così i 23.000 euro. Una somma pesante per tante famiglie che già affrontano sacrifici importanti per garantire un’assistenza adeguata ai propri anziani. “Un aumento dovrà avvenire, ma non è mai stato annunciato un aumento di 250 euro” tiene a precisare il presidente della Fondazione Riccardo Ficara Pigini.

Orazio Coppe

Il coordinatore della struttura Orazio Coppe- secondo “La voce di Recanati” ha richiamato la possibilità di accedere al contributo regionale di 250 euro mensili, una cifra che sembrerebbe neutralizzare l’aumento. Il problema sono i requisiti. L’accesso è subordinato a soglie economiche stringenti e alla presentazione dell’Isee sociosanitario residenziale. Anche quando si ricorre al nucleo familiare ristretto, il calcolo può comprendere una componente aggiuntiva relativa ai figli maggiorenni non conviventi: in sostanza, la condizione economica dei figli può incidere sulla possibilità del genitore di ottenere il sostegno. Ne deriva una situazione paradossale. Un anziano con una pensione modesta può vedersi negare il contributo non solo per le proprie disponibilità, ma per il reddito dei figli. Un reddito – aggiunge ancora il sito on line de La voce di Recanati-che però non coincide necessariamente con risorse da destinare all’assistenza del genitore: anche chi lavora può avere mutui, figli da mantenere, spese familiari e difficoltà proprie. Avere una rete familiare, insomma, non significa automaticamente potersi far carico di altri 3.000 euro all’anno. Il criterio, osserva chi solleva la questione, rischia di fotografare una situazione reddituale senza restituire la reale capacità della famiglia di sostenere la spesa.

Riccardo Ficara Pigini, Presidente Fondazione Ircer-Assunta di Recanati

“Il bonus è regionale – precisa ancora Ficara Pigini – e abbiamo ribadito per la milionesima volta che abbiamo fatto pressioni in Regione, perché senza intervento purtroppo l’unica soluzione è l’aumento delle rette. Il bando non lo abbiamo scritto noi, ma la Regione”.

C’è poi un secondo interrogativo che solleva ancora la Voce di Recanati: il bando richiamato riguarda l’annualità 2026, e non è possibile dare per scontato che la misura venga confermata per il 2027. Per questo, si sottolinea, non basta annunciare il contributo per sostenere che l’aumento sia compensato: bisogna capire quante persone potranno davvero beneficiarne e quante resteranno escluse.

Ficara Pigini invita anche a guardare ai costi dell’alternativa domestica: “Una badante costa anche più di 23.000 euro all’anno”, senza contare, precisa, che gli ospiti della struttura non sono anziani che possano essere gestiti a casa. E rivendica il primato della residenza recanatese: “L’Ircer rimane la struttura privata più economica del distretto di Civitanova Marche ed è l’unica a non aver aumentato la retta per tutto il 2026“.

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