IL 25 GENNAIO ALLE ORE 17:30 APPUNTAMENTO CON “VERSUS OFF”

Piergiorgio Viti, che con Vanni Semplici dell’associazione Lo Specchio di Recanati, hai inventato la formula “Versus” per proporre la fruizione della poesia contemporanea, stavolta sei ospite della rassegna: come ci si sente a essere dall’altra parte?

Anzitutto è un privilegio collaborare con e per Versus perché mi ha permesso di entrare in contatto, negli anni, con tanti poeti, alcuni che già conoscevo e altri nuovi; poi, beh, questa volta sarò, non più l’arbitro di Versus, come di consueto, ma l’arbitro di Versus sarà Simone Gambacorta, un critico che stimo moltissimo e che segue da anni il mio percorso; quindi, chi meglio di lui poteva entrare nella carne dei miei testi e del tema del Versus che sarà “I tanti conforti”?

Come mai questo titolo per il tuo Versus del 25 gennaio alla Pinacoteca di Porto Recanati?

Perché si parlerà del mio percorso artistico, cominciato anni e anni fa. Il mio primo libro, Accorgimenti, è stato pubblicato solo nel 2011, ma io ho iniziato a scrivere molto prima, intorno ai sei anni; il focus dell’incontro però sarà però soprattutto il mio ultimo libro, “Libro d’ore”, uscito a dicembre per una piccola e coraggiosa casa editrice di Pavia, la Cardano, in tiratura limitata.

Spiegaci questa scelta di uscire in pochissime copie per una piccola casa editrice…

Non sono mai voluto entrare, per scelta, nei salotti buoni della poesia, per non essere manipolato e continuare ad avere la libertà più totale sulle scelte; ecco perché, per Versus, ho potuto invitare solo autori che stimo veramente e che reputo validi, senza logiche mercantili. E per “Libro d’ore” ho potuto lavorare con un gruppo stupendo, della Cardano, che apprezza davvero i miei testi e che ha fatto uscire un prodotto unico, una piccola opera d’arte, che come tale, nessun’altra casa editrice avrebbe potuto realizzare, perché altrove si guarda alla massa, al profitto, non all’unicità, all’”abito su misura”.

Perché “Libro d’ore”?

E’ un libro di oranti, ognuno con una pena, ognuno con un conforto da trovare. E’ un libro quindi polifonico, diverso da tutti gli altri che ho scritto finora, perché qui l’aspetto autobiografico si moltiplica nelle voci dei tanti oranti che raccontano, un po’ in stile “Spoon River” le loro vite, in attesa che il santo di turno si muova…E’ un libro tridimensionale quindi, dove ci sono il lettore, l’orante e il santo, così come tridimensionale è la dimensione temporale di “Libro d’ore”, perché si spazia dal passato (il racconto in poesia delle loro vite) al presente (il momento della preghiera), fino a un passato che è tutto da delineare, in sospeso, in cui sarà forse il lettore a decidere se la preghiera verrà “ricompensata” o meno…

Quali sono i progetti per il futuro?

Visto che le prime cento copie sono quasi finite, si sta pensando, con la Cardano, a una ristampa, magari con qualche “chicca”, qualche inedito per esempio, in modo tale che chi ha la prima copia possa, perché no, comprarne una seconda. Poi, penso di fare una piccola, ma spero significativa, tournée per far conoscere “Libro d’ore” in giro per le Marche…

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