Si è appena conclusa la quarta edizione di Scuola Attiva, un progetto che anche quest’anno ha trasformato la Scuola Secondaria di 1° San Vito dell’Istituto Comprensivo Nicola Badaloni di Recanati in uno spazio di movimento, confronto e creatività. Per due giorni le lezioni tradizionali hanno lasciato spazio ad attività diverse, in cui studenti e docenti hanno potuto sperimentare nuovi modi di stare insieme e di imparare.
Il progetto, nato alcuni anni fa dall’apertura della scuola al territorio e dalla collaborazione con il centro Fonti San Lorenzo, prende forma dall’idea di offrire agli studenti uno spazio educativo diverso, meno rigido e più attento ai talenti e alle inclinazioni personali.
Anche in questa quarta edizione, Scuola Attiva ha dato voce ai ragazzi, permettendo a ciascuno di mettersi in gioco secondo le proprie capacità e di scoprire aspetti che spesso non emergono nella routine quotidiana. Muovendosi tra le aule e condividendo esperienze, studenti e professori hanno vissuto una scuola più aperta, partecipata e dinamica.
Le attività si sono sviluppate in quattro macro-aree, all’interno delle quali si sono realizzati complessivamente 37 laboratori diversi: aree cognitive e di apprendimento, aree creative e artistiche, aree pratiche e manuali e aree motorie e sociali.
Molti studenti hanno dichiarato che, grazie a questa esperienza, hanno imparato l’importanza dell’organizzazione, a gestire un laboratorio, a parlare davanti a un pubblico di coetanei, a catturarne l’attenzione, ad assumersi responsabilità e a mettersi alla prova sperimentando attività nuove.
Per i docenti, tuttavia, l’aspetto più rilevante non è il risultato finale dei laboratori, che può essere più o meno soddisfacente, bensì il percorso che conduce alla loro realizzazione: è proprio attraverso l’osservazione di questo processo che gli insegnanti possono cogliere talenti, attitudini e aspetti della personalità degli studenti che nella didattica tradizionale spesso non emergono.
Al termine dei due giorni, fondamentale è infine la fase di bilancio educativo, durante la quale i ragazzi riflettono su ciò che ha funzionato e su ciò che non ha dato i risultati sperati, cercando di comprenderne le ragioni. Da questa analisi nasce anche una raccolta di suggerimenti e proposte per migliorare l’esperienza nelle edizioni future, nella consapevolezza che l’errore non è un fallimento, ma una risorsa preziosa.
Non sono stati dunque giorni di riposo, ma di lavoro intenso, collaborazione e scoperta. Alla fatica si è affiancata la soddisfazione di aver costruito qualcosa di importante, dimostrando che una scuola più attiva è possibile: una scuola che educa attraverso l’esperienza e che mette sempre al centro le persone, rafforzando il legame con il territorio.

Il cinema sarà chiuso dal 24 al 27 febbraio.