le critiche al bilancio di “Porto Recanati 21/26”
Non è soltanto un confronto tecnico sui numeri del Documento Unico di Programmazione e del Bilancio di previsione. È uno scontro politico sul senso stesso dell’amministrare: visione strategica o ordinaria amministrazione?
A sollevare il tema in Consiglio comunale è il gruppo “Porto Recanati 21/26”, che mette in discussione l’impostazione complessiva del documento finanziario. Maria Grazia Nalmodi evidenzia come l’anno sia iniziato con due mesi di esercizio provvisorio, definiti senza mezzi termini “due mesi persi”, un avvio che – secondo l’opposizione – non depone a favore di una programmazione puntuale.
Al centro del dibattito anche l’andamento della cassa comunale, cresciuta costantemente dal 2021 fino a toccare i 17 milioni di euro. Un dato che, per Rovazzani, solleva un interrogativo politico preciso: se il bilancio si chiude formalmente in pareggio tra entrate e uscite, ma la liquidità aumenta anno dopo anno, significa che le somme incassate non si traducono in opere e servizi percepibili dai cittadini. “Le scelte politiche sono legittime – afferma – ma le risorse raccolte attraverso tributi, imposte e sanzioni devono tornare alla comunità sotto forma di interventi concreti”.
Tra i punti più critici, quello delle manutenzioni. In ogni esercizio compaiono stanziamenti per strade e marciapiedi, ma lo stato della viabilità continua a suscitare malcontento. La domanda posta è diretta: le somme previste sono davvero sufficienti per un piano strutturale di rifacimento?
Sotto la lente anche il Fondo Pluriennale Vincolato, che raccoglie risorse destinate a opere programmate negli anni precedenti ma non completate. Rovazzani contesta la scelta di reimputare al 2026 circa 6 milioni di euro di lavori non ultimati nel 2025, sostenendo che l’operazione possa incidere sulla rappresentazione dell’avanzo e sulla consistenza del Fondo nell’esercizio precedente.
Non mancano perplessità sulla futura programmazione dell’asilo nido, il cui progetto sarebbe passato da 20 a 30 posti, con conseguenti criticità legate a viabilità e parcheggi e con un progressivo aumento dei costi.
Torna poi il tema del Kursaal, annunciato come futuro contenitore polivalente per teatro, cinema e convegni. Dopo anni di interrogazioni, l’opposizione lamenta l’assenza di un cronoprogramma e di indicazioni operative chiare.
Infine il Capannone Nervi, per il quale risultano incarichi professionali e prescrizioni legate alla presenza di amianto. Rovazzani chiede chiarimenti sul rispetto delle tempistiche indicate dall’AST per la rimozione e la bonifica, oltre che sulla nomina del Responsabile Rischio Amianto.
Il giudizio politico del gruppo è netto: nel bilancio approvato non emergono interventi realmente innovativi né risposte su priorità sentite come quella dei parcheggi. Da qui la domanda finale, rivolta alla maggioranza: l’azione amministrativa sta davvero rispondendo alle aspettative maturate nel corso del mandato e agli interessi della cittadinanza?
