Il 22 e 23 marzo i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimersi, con una scheda verde, sul referendum costituzionale che interviene su alcuni articoli della Costituzione modificando l’ordinamento giudiziario e istituendo una nuova Alta Corte disciplinare. Un voto semplice nella forma — un Sì o un No da barrare — ma complesso nei contenuti e nelle implicazioni.
A discuterne con noi ci sono due protagonisti di questo dibattito, su posizioni opposte.
Per il Comitato per il No, l’avvocato Roberta Sforza. Al comitato hanno aderito realtà associative e politiche del territorio come CGIL, ANPI-Recanati, ARCI “La Serra”, ARCI “Spaziotempo”, Circolo ACLI “Don Milani”, Auser Recanati, Recanati Insieme, PD Recanati, Movimento 5 Stelle Recanati e Movimento Vivere Recanati.
Per il Comitato per il Sì è con noi Lorenzo Zunino. Il Comitato GiustiziaSi si è costituito a Milano il 18 dicembre 2025. Il presidente è l’avvocato Giancarlo Brenelli e tra i fondatori figura l’avvocato Alessandro De Nicola. Il comitato si definisce indipendente e trasversale, pur essendo nato su impulso del Partito Liberaldemocratico guidato da Luigi Marattin.
Ma su cosa si vota esattamente?
Il quesito chiede agli elettori di approvare o respingere una legge costituzionale che introduce tre cambiamenti fondamentali:
Il primo è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
Il secondo punto riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
Attualmente esiste un unico CSM per giudici e PM. La riforma prevede due organi distinti e introduce il sorteggio al posto dell’elezione per i membri togati e per quelli laici.
Il terzo aspetto è il sistema disciplinare.
La riforma istituirebbe un’Alta Corte disciplinare autonoma, composta da 15 membri: tre nominati dal Presidente della Repubblica, tre estratti a sorte da una lista predisposta dal Parlamento, sei magistrati giudicanti e tre requirenti, anch’essi sorteggiati tra profili con almeno vent’anni di servizio e esperienza in Cassazione.
Anche qui, il nodo è lo stesso: maggiore terzietà o rischio di alterare l’equilibrio costituzionale?
Ne abbiamo parlato con i nostri ospiti.
