I Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Macerata hanno svolto un’articolata attività investigativa nei confronti di una società operante nel settore agricolo, le cui risultanze hanno determinato il deferimento del titolare, in concorso con un cittadino straniero con funzioni di reclutatore-intermediario. Secondo quanto emerso dalle risultanze investigative condivise dall’A.G., i due erano dediti all’intermediazione illecita di manodopera e relativo sfruttamento in violazione dell’art. 603 bis C.P., commesso nei confronti di sei cittadini extracomunitari.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata, hanno consentito di rilevare la presenza di un sodalizio composto da un italiano e un pakistano finalizzato al reclutamento e all’utilizzo di manodopera da impiegare, nel settore agricolo, nella provincia di Macerata, mediante lo sfruttamento degli stessi reclutati a basso costo, presso i centri di accoglienza della provincia di Macerata.
Più nel dettaglio, approfittando dello stato di bisogno di cittadini immigrati, di nazionalità pakistana e bangladese, uno degli indagati reclutava, allo scopo di destinare al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, persone in cerca di lavoro ed in condizioni di indigenza, vulnerabilità e di estremo bisogno di lavorare e/o guadagnare, per la sopravvivenza propria e dei nuclei famigliari nel paese di origine, ovvero per avere un contratto di lavoro in grado di garantire loro l’opportunità di tentare il rinnovo del permesso di soggiorno. Dall’attività investigativa emergeva che 6 cittadini extracomunitari, per la maggior parte richiedenti asilo, erano impiegati in condizioni di sfruttamento lavorativo. L’impiego fornito dal reclutatore costituiva per le vittime di sfruttamento l’unica possibilità di lavoro e pertanto l’unica fonte di sostentamento, ingannati anche dalla promessa di un salario di fatto mai percepito.
Le indagini consentivano di far emergere le condotte illecite degli indagati che, approfittando dello stato di bisogno e della situazione di vulnerabilità dei lavoratori, che non venivano retribuiti o che comunque ricevevano una retribuzione inadeguata e palesemente inferiore rispetto a quella contemplata dai contratti collettivi regionali e nazionali, limitandosi alla mera assunzione formale per un impiego di 6,50 ore a fronte di 10-12 ore giornaliere prestate, peraltro in totale assenza del rispetto delle norme di riferimento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e il Comando Provinciale di Macerata in sinergia con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Macerata, prosegue nei controlli per tutelare i lavoratori, contrastando lo sfruttamento di manodopera.
