La tensione in Medio Oriente e i timori legati al conflitto stanno avendo ripercussioni concrete anche sulla vita quotidiana di chi vive e lavora lontano dall’Italia. Ne abbiamo parlato con Lorenzo D’Angelo, residente a Porto Recanati da anni, oggi in Kuwait, collegato con noi in video.

Nel corso dell’intervista racconta una situazione di crescente preoccupazione per la sicurezza: l’aeroporto attualmente chiuso, l’impossibilità di programmare anche brevi rientri in Italia e i rischi legati a eventuali spostamenti via terra, resi difficili sia dal contesto geopolitico sia dalle condizioni climatiche estreme.

Nonostante ciò, nei supermercati non si registrano carenze di generi alimentari, mentre – per prudenza – Lorenzo ha fatto scorta d’acqua. Un quadro che alterna elementi di normalità a un clima generale di incertezza.

C’è poi l’aspetto umano, raccontato con amarezza: l’impossibilità di tornare, anche solo per pochi giorni, nella sua Porto Recanati dove vive la sua famiglia, e il senso di distanza accentuato dal fatto che – sottolinea – nessun rappresentante istituzionale locale, a partire dal sindaco, si sia informato sulle sue condizioni, neanche con una semplice telefonata.

Una testimonianza diretta che offre uno spaccato concreto di cosa significhi vivere in un’area considerata a rischio in questo momento.

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