“C’era una volta un castello…”. Con questo incipit suggestivo il Sindaco di Recanati, Emanuele Pepa, ha dato il via nel pomeriggio di oggi alla cerimonia di inaugurazione del Castello di Montefiore. La fortezza viene finalmente restituita alla comunità dopo una lunga attesa, grazie agli interventi di restauro finanziati dal PNRR (progetto avviato dalla precedente amministrazione).

Un momento simbolico e corale che segna l’inizio di una nuova era per uno dei monumenti più iconici del territorio, reso possibile anche dal costante impegno del Comitato di Quartiere attraverso l’Associazione Castello di Montefiore APS. Atto culminante della giornata è stata la consegna della preziosa chiave del maniero alla presidente Moira Scalzini: un gesto che affida ufficialmente all’Associazione il ruolo di “custode” attivo di questo inestimabile patrimonio.
L’infinito tra le mura: la fotografia di Cristian Fattinnanzi
Ad impreziosire la riapertura, le sale del castello ospitano la mostra di Cristian Fattinnanzi (foto di copertina) astrofotografo di fama internazionale. Nato a Forlì nel 1972, Fattinnanzi ha trasformato una passione giovanile in un rigoroso percorso di ricerca tecnica e divulgativa. Le sue spettacolari immagini di pianeti e del “cielo profondo” — già celebrate da prestigiose riviste di settore — fondono precisione scientifica e un impatto visivo mozzafiato.
La mostra si sviluppa come un percorso visivo immersivo che accompagna il visitatore attraverso diverse interpretazioni del cielo notturno. Le fotografie, allestite negli spazi essenziali e suggestivi del castello, alternano vedute di paesaggi terrestri e profondità cosmiche, mettendo in dialogo montagne, mare e galassie. Ogni scatto racconta non solo un’immagine, ma un’esperienza di osservazione, in cui la precisione tecnica si intreccia con una forte componente emotiva. Il risultato è un’esposizione capace di coinvolgere sia gli appassionati di astronomia sia un pubblico più ampio, offrendo uno sguardo accessibile e al tempo stesso affascinante sull’universo.
Tra gli scatti spicca quello selezionato dalla NASA come Astronomy Picture of the Day nel settembre 2013: una composizione magistrale dove rocce e mare, resi eterei dalla lunga esposizione, guidano lo sguardo verso l’infinito della Via Lattea.
Un ponte tra epoche: da Romolo Liverani al “Capo dei Magi”
Il percorso espositivo prosegue con un prezioso rimando storico: gli acquerelli di Romolo Liverani (1809–1872). Il celebre scenografo faentino, che nel 1838 curò l’apparato scenico per l’inaugurazione del Teatro Persiani di Recanati, immortalò durante il suo soggiorno la “Torre Quadrata” e altri scorci del castello, regalandoci una testimonianza visiva fondamentale del passato.
In un ideale passaggio di testimone, il castello accoglie oggi anche la produzione contemporanea di Carlo “Capo dei Magi”. Il suo disegno a matita realizzato nel 2025 è una sintesi perfetta tra rigore documentaristico e visione artistica. Attraverso una prospettiva aerea e un sapiente uso del chiaroscuro, l’opera restituisce la maestosità della torre centrale (36 metri) e il complesso sistema di mura merlate.
Il disegno, che richiama l’estetica dell’antica arte incisoria pur essendo una creazione attuale (MMXXV), funge da “ponte temporale”. Arricchito da cartigli descrittivi e testi calligrafici, ripercorre le tappe costruttive del maniero — dal XIII secolo alle fortificazioni del 1429 e 1467 — e ne sottolinea il ruolo strategico di sentinella verso i centri di Osimo, Filottrano e Castelfidardo.
Un nuovo polo per il territorio
L’inaugurazione del restauro trasforma ufficialmente il Castello di Montefiore in un polo culturale d’eccellenza. Lo spazio si candida a diventare un centro nevralgico per eventi culturali e iniziative dedicate alle arti visive, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio locale e offrire alla comunità costanti occasioni di incontro e crescita.
-Nikla Cingolani
Foto di ©PaoloFarina