Gentile Presidente,
ti ringrazio per l’invito al confronto pubblico che mi hai rivolto. Tuttavia, devo rappresentarti con franchezza come tale proposta giunga in modo inatteso e, per molti aspetti, incoerente rispetto a quanto avvenuto nelle fasi precedenti del percorso assembleare.
Sin dall’avvio del procedimento per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, si sono infatti registrate scelte che hanno inciso profondamente sull’equilibrio e sulla correttezza del confronto tra le parti. In particolare, è stato impedito con un voto a maggioranza del c.d.a. uscente che l’autentica delle firme a sostegno della lista alternativa – così come quella delle deleghe dei soci impossibilitati a partecipare all’assemblea – potesse essere svolta, come da prassi consolidata e nel rispetto dello Statuto e del Regolamento assembleare, anche dagli altri consiglieri di amministrazione. A ciò si aggiunge la proposta, da te avanzata in seno al CdA, di estendere tale limitazione persino al Vice Presidente, Avv. Paolo Maggini, candidato nella nostra lista.
Non solo. Avvalendoti della collaborazione di due sindaci uscenti anch’essi candidati nella tua lista, è stato inoltre tentato di ostacolare la presentazione della nostra candidatura attraverso il ricorso a rilievi meramente formali e privi di sostanza, in un contesto che appariva chiaramente orientato a comprimere il legittimo diritto al confronto.
In questa stessa direzione si collocano le iniziative che hanno condotto all’esclusione di due candidati non soci della nostra lista – il candidato alla Presidenza ed un componente del Collegio Sindacale – dalla partecipazione ai lavori della prossima assemblea: un fatto senza precedenti nella storia della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, che merita seria riflessione.
A ciò si aggiungono, con rammarico, valutazioni personali diffuse da ambienti a te vicini circa una mia presunta inadeguatezza al ruolo di Presidente in ragione della mia professione medica, affermazioni che ignorano non solo il mio percorso professionale, ma anche il positivo vaglio dei requisiti da parte degli organi competenti della capogruppo proposti a valutare i requisiti soggettivi dei candidati. Organi che, peraltro, hanno invece formulato rilievi su 3 nominativi della tua lista, rendendone necessaria la sostituzione.
Nel complesso, emerge una evidente sovrapposizione tra il ruolo istituzionale di Presidente uscente, che dovrebbe essere esercitato con imparzialità e a garanzia di tutti i soci, e quello di candidato. Il Codice Etico della Banca richiama con chiarezza il dovere di operare con equità, evitando ogni situazione – anche solo potenziale – di conflitto di interessi. Ritengo che tali principi, in questa fase, non siano stati rispettati.
Quella in corso non è una competizione elettorale politica, come invece parrebbe la tua sotto anche diversi aspetti formali. Deve essere un momento di vita cooperativa che riguarda una banca radicata nel territorio e al servizio di oltre 4.500 soci e che ne custodisce i loro risparmi. Proprio per questo, avrebbe richiesto equilibrio, trasparenza e rispetto reciproco, evitando dinamiche divisive e forzature.
Alla luce di quanto sopra, ritengo che non sussistano, allo stato, le condizioni per un confronto pubblico sereno e paritario nei termini da te proposti.
Il confronto, come è giusto che sia, avverrà nel suo naturale e legittimo contesto: l’Assemblea dei Soci convocata per sabato 18 aprile.
Cordiali saluti,
Gabriele Brandoni
