Mattinata di interventi all’Hotel House, dove sono iniziate le operazioni di pulizia dell’area esterna, da tempo segnata da un accumulo consistente di rifiuti. Sul posto anche il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, che ha seguito da vicino l’avvio dei lavori.

“Un Comune può fare quello che può – ha dichiarato – ma una situazione che si trascina da decenni non può essere gestita solo a livello locale”. Michelini ha sottolineato come l’amministrazione comunale stia offrendo il massimo supporto possibile, ma ha ribadito la necessità di un intervento “sovracomunale”, chiedendo l’apertura di un tavolo a livello statale per affrontare in maniera strutturale il problema.

Il rischio, secondo il sindaco, è quello di interventi tampone destinati a non durare: “Siamo già intervenuti più volte negli anni, ma senza una soluzione definitiva ci ritroveremo punto e a capo nel giro di pochi mesi”. Tra le criticità principali, anche il malfunzionamento degli ascensori, che contribuisce al degrado: “Chi vive ai piani alti spesso non ha alternative pratiche per smaltire i rifiuti”.

Nonostante le difficoltà, Michelini ha voluto ricordare che all’interno del complesso vivono circa 2.500 persone, tra cui 388 minori: “È una piccola città, non si può pensare di abbandonarla. Serve un progetto serio che tenga conto delle persone che ci abitano”.

Sul futuro della struttura, da anni al centro del dibattito, il sindaco ha evidenziato come si parli da tempo anche di una possibile sostituzione edilizia, ma senza un piano concreto: “Non basta dirlo, bisogna costruire una soluzione”.

Accanto alle istituzioni, si muove anche la nuova amministrazione condominiale. L’amministratore Mattia Rinaldi ha illustrato un piano di interventi già avviato: “Abbiamo anticipato noi questa operazione di pulizia, con il supporto di un’azienda privata, per rimuovere i rifiuti e ripristinare le aree esterne, il verde e il parco giochi”.

Tra gli obiettivi anche il recupero degli spazi interrati e delle infrastrutture danneggiate, a partire dai sistemi di scarico. Rinaldi punta però il dito anche sulle responsabilità interne: “Il degrado è sotto gli occhi di tutti e deriva anche dai comportamenti dei condomini”.

L’amministratore chiede strumenti concreti per intervenire, in particolare la possibilità di accedere a incentivi edilizi per la riqualificazione complessiva dell’edificio, inclusi gli ascensori: “Senza servizi funzionanti è inevitabile che si creino situazioni di abbandono”.

Non manca il tema della morosità, definita “molto alta”: è già partita una campagna di recupero crediti con azioni legali.

Dal fronte dei residenti, Mustafa Diop – ex portiere dello stabile – evidenzia come il nodo principale resti quello interno: “Serve collaborazione da parte di tutti. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e contribuire a mantenere il decoro”.

Tra le proposte operative, un maggiore controllo sul conferimento dei rifiuti ingombranti e un impegno condiviso tra amministrazione, Comune e cittadini. Un percorso che appare complesso, ma che rappresenta l’unica strada possibile per tentare di invertire una situazione che da anni si ripresenta ciclicamente.

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2 commenti

  1. Possibile che non sia realizzabile un piano di educazione civica per gli abitanti dell’Hotel House, con cui insegnare elementari regole di civiltà e convivenza civile?

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