In occasione della celebrazione della liberazione del 25 aprile, ci saranno le solite iniziative e narrazioni superficiali che non cercano di capire e di approfondire come ci siamo liberati dal nazifascismo.
Ci diranno per esempio che il capo del fascismo Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci, sono stati uccisi dal partigiano colonnello Valerio, in nome del popolo italiano, nel pomeriggio del 28 aprile 1945 davanti al cancello di villa Belmonte a Giulino di Mezzegra (località in provincia di Como).
Io so che questa versione sulla uccisione di Mussolini è falsa e ho le prove.
Nelle mie ricerche sono venuto in possesso di una lettera di Sandro Pertini (antifascista socialista, capo partigiano, parlamentare, presidente della Camera dei Deputati e Presidente della Repubblica Italiana) nella quale Pertini scrive che non fu Walter Audisio (nome di battaglia colonello Valerio) ad uccidere Mussolini e che questo non si doveva dire.
Io credo invece che il popolo italiano debba conoscere questi fatti, per più di 80 anni ci hanno raccontato delle versioni di comodo per nascondere la vertà che, anche se meno edificante e rassicurante, abbiamo il diritto di conoscere.
Se qualcuno fosse interessato, questa lettera è stata pubblicata nel mio ultimo libro “Una repubblica nata male. L’Italia dal fascismo al secondo dopoguerra”.
Saluti.
Renato Biondini
Castelfidardo (AN)
