La nuova canzone d’autore torna protagonista a Recanati con l’anteprima dei sedici finalisti di Musicultura: al Teatro Persiani. Partita la due giorni con la conferenza stampa inaugurale.
A fare gli onori di casa il sindaco Emanuele Pepa, che ha accolto gli artisti sottolineando il valore del traguardo raggiunto e ricordando le radici della manifestazione, nata dall’intuizione di Piero Cesanelli. Un percorso cresciuto negli anni e oggi portato avanti dallo staff guidato da Ezio Nannipieri. Tra le novità evidenziate dal primo cittadino, il progetto “Recanati Next” con il coinvolgimento diretto dei giovani anche in giuria e l’apertura del festival alla città con esibizioni in piazza.
Nel suo intervento, Nannipieri ha ribadito la linea artistica della rassegna: «non cerchiamo canzoni usa e getta, ma autenticità». Un principio che guida una selezione severa tra migliaia di proposte, puntando a valorizzare progetti originali e contenuti di qualità.
Tra gli ospiti, Raphael Gualazzi ha sottolineato l’importanza del confronto tra autori, oggi sempre più raro. Il musicista ha annunciato un’esibizione libera, costruita sull’ispirazione del momento.
Importante il sostegno dei partner. Michela Sopranzi ha confermato l’impegno di Banca Macerata nel supportare una manifestazione che rappresenta un’opportunità concreta per i giovani, ricordando anche il premio finale da 20mila euro. L’assessore alla cultura Ettore Pelati ha definito Musicultura una “reazione” alla standardizzazione del mercato musicale, capace di restituire centralità alla qualità.
La radio pubblica, rappresentata tra gli altri da Duccio Pasqua e Marcella Sullo, seguirà infatti il percorso dei finalisti fino alle serate conclusive di Macerata, accompagnandone la crescita anche attraverso i propri programmi su Rai Radio 1.
Spazio infine al ruolo dei partner culturali. Il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, Pier Giorgio Capparucci, ha evidenziato il valore formativo dell’esperienza sul campo per gli studenti. Citando Fabrizio De André, ha ricordato come non esistano arti minori, ma solo artisti maggiori o minori.
A chiudere, gli interventi dei rappresentanti universitari, tra cui Daniele Tommassoni e Gilles Philippe, che hanno ribadito il valore dell’esperienza per la formazione e la crescita professionale degli studenti. Una due giorni che conferma Musicultura come crocevia tra talento, formazione e territorio.
