In un contesto segnato da crisi energetiche e tensioni internazionali, il professor Franco Battaglia torna a sostenere una linea controcorrente: rallentare la corsa alla decarbonizzazione e tornare a sfruttare fonti tradizionali, carbone incluso.

Professore, perché rilancia il carbone?

«Perché è una fonte disponibile, affidabile e relativamente economica. Prima di inseguire modelli ideologici dovremmo garantire energia stabile a famiglie e imprese».

Secondo Battaglia, l’Europa starebbe perseguendo obiettivi irrealistici:

  • la decarbonizzazione totale entro il 2050 sarebbe “impossibile”
  • il sistema industriale europeo rischia di indebolirsi
  • la domanda globale di fossili continua a crescere

In questo quadro, la sua proposta è chiara: riequilibrare il mix energetico, anche tornando al carbone. In alcune dichiarazioni, ha indicato esplicitamente la necessità di utilizzare capacità a carbone (nell’ordine di decine di gigawatt) per ridurre la dipendenza dal gas e contenere i costi.

Qual è la logica economica della sua proposta?

Battaglia sostiene che:

  • le rinnovabili sono costose e intermittenti
  • gli incentivi pubblici ne aumentano il peso sulle bollette
  • i combustibili fossili restano indispensabili per la stabilità del sistema

A suo giudizio, l’Europa paga il fatto di aver ridotto troppo presto l’uso di carbone e altre fonti tradizionali, mentre altri Paesi continuano a utilizzarle per sostenere lo sviluppo industriale.

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