Prosegue senza sosta l’impegno dei Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata nel contrasto ai reati predatori, con particolare attenzione alle truffe perpetrate ai danni di persone anziane.
I militari della Stazione Carabinieri di Potenza Picena, a conclusione di una tempestiva e mirata attività d’indagine, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata due persone: una donna di 33 anni, residente nel casertano, e un uomo di 32 anni, residente nel napoletano, entrambi già noti alle forze dell’ordine. I due sono ritenuti responsabili del reato di truffa aggravata in concorso.
I fatti risalgono allo scorso 3 giugno 2026. I malviventi hanno agganciato la vittima, un’anziana di 80 anni residente a Potenza Picena, attraverso un subdolo raggiro telefonico sulla linea fissa di casa. Spacciandosi per appartenenti all’Arma, i complici hanno intimorito la donna, riferendole falsamente che il figlio si trovava trattenuto presso la locale Stazione dei Carabinieri e che, per poterlo “aiutare” e risolvere la sua posizione, era necessario consegnare con urgenza oro e oggetti di valore.
Poco dopo la telefonata, per riscuotere il “bottino”, si è presentata alla porta della vittima una complice. La ragazza, presentatasi con il nome fittizio di “Fabiana”, è stata descritta dalla vittima come una giovane di bella presenza, che indossava scarpe con i tacchi e un abbigliamento scuro. Disorientata e colpita negli affetti più cari, l’anziana ha ceduto al raggiro, consegnando alla complice diversi monili in oro per un valore stimato di circa 7.000 euro.
La denuncia della vittima ha fatto scattare immediatamente le indagini dei Carabinieri della Stazione di Potenza Picena. Grazie a una minuziosa ricostruzione dei fatti, all’analisi delle testimonianze e alla descrizione della giovane, i militari sono riusciti a risalire all’identità dei due presunti trasgressori, ponendo fine alla loro trasferta criminale sul territorio marchigiano.
Nota di prevenzione dell’Arma: > I Carabinieri ricordano che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine o agli uffici giudiziari richiede mai, in nessun caso, denaro, gioielli o oggetti di valore per il rilascio di familiari o per il pagamento di cauzioni. In caso di chiamate sospette, l’invito è quello di non assecondare le richieste e di contattare immediatamente il numero di emergenza 112.
Le informazioni sono state fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
