«Non una semplice ricorrenza ma il ritrovarsi in un dialogo senza tempo»: queste le parole lette ieri da Tiziana Bonifazi nell’Aula Magna del Comune per aprire le celebrazioni per il 228esimo anniversario della nascita di Giacomo Leopardi organizzate a cura del Centro nazionale di studi leopardiani guidato dal presidente Fabio Corvatta. Sala gremita, come da tradizione, centinaia le presenze e particolarmente qualificata la delegazione di Casa Leopardi guidata dalla contessa Olimpia Leopardi.
Una serie di interventi istituzionali (per la Regione Marche la sottosegretaria Silvia Luconi, il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, la prof di Unimc Laura Melosi, Alessandra Troilo per il Fai Orto sul Colle dell’Infinito, l’assessore recanatese Ettore Pelati e il dirigente del Liceo Leopardi Ermanno Bracalente), cui sono seguite alcune riflessioni.
Gregorio Ruffini Leopardi, discendente della famiglia Leopardi: «Doveroso congratularmi con il grande studioso prof Carlo Ossola cui verrà consegnato il premio Leopardi. La cultura deve essere mantenuta viva consapevolmente dal connubio tra tutti i saperi umanistici, scientifici e tecnici che ne costituiscono la linfa vitale. Il connubio tra i saperi deve trasformare la cultura in qualcosa che non sia esclusivo ma per tutti».
Il presidente del Cnsl Fabio Corvatta: «Si sono creati momenti importanti di collaborazione, ringrazio i componenti del comitato scientifico che ha una dimensione internazionale. Ringrazio la famiglia Leopardi, ho con loro una collaborazione antica che risale agli anni Ottanta e alla contessa Anna Leopardi. Non era mai accaduto in Italia che ci fosse una legge per il bicentenario di una poesia ma Leopardi è riuscito a fare anche questo con l’Infinito. Siamo orgogliosi delle tante iniziative che hanno avuto riconoscimenti internazionali».
Infine il momento più atteso, la lezione del prof Carlo Ossola: «Sono rimasto soggiogato dalla unità di spazio, tempo e azione che si respira a Recanati. Non c’è Leopardi senza Recanati, così come non è pensabile Recanati senza Leopardi. Nelle Operette morali Leopardi dimostra “aver miglior senso una vita breve stante l’infelicità umana”. Io vi invito a fare un percorso diverso, a non chiudere e leggerò con voi lo Zibaldone dove Leopardi indica lo scorrere dei giorni con la memoria dei santi.
“Ballissima idea . scrive Leopardi – quella del cristianesimo di dedicare ciascun giorno alla memoria dei propri eroi. L’influenza delle feste popolari sulle nazioni è somma, utilissima per i politici”. E’ un Leopardi radicalmente impegnato nel suo tempo». Argomenta il prof Ossola: «Il senso del perchè la solitudine tocca sempre ai geni, il giorno natale è spesso fonte di meditazione sul senso della vita.
Leopardi in gran parte dell’Europa è pensato come un filosofo poetante, per la necessità di passare dal certo all’incerto, dal chiaro all’oscuro. Sempre nel giorno natale nello Zibaldone scrive “tutto il piacere umano consiste nella speranza e nell’aspettativa”. Un pensiero che anticipa il Novecento della noia». La chiusura: «Del presente siamo insoddisfatti, del futuro non sappiamo ma Leopardi ci invita a non mollare la presa».
Applausi finali e conferimento del premio Leopardi al prof Carlo Ossola, lettura della motivazione e consegna a cura della vicepresidente del Cnsl Olimpia Leopardi. Il prof Ossola ringrazia ancora: «L’unico compito che abbiamo è mantenere infinito l’infinito e le cento traduzioni hanno questo fine» ha detto infine il prof Ossola nel ricevere il volume con le cento traduzioni dell’Infinito curato dal Cnsl con la collaborazione della Cattedra Leopardi Unimc.
In serata cambio di scena con Valter Malosti che sul Colle dell’Infinito ha letto i Canti di Leopardi, progetto sonoro e live electronic di Gup Alcaro, musiche originali e chitarre elettriche di Paolo Spaccamonti.
