Le ondate di calore che stanno interessando l’Europa continuano ad alimentare il dibattito pubblico sui cambiamenti climatici, tra allarmi per l’aumento delle temperature e preoccupazioni per gli effetti sulla salute. Ma quanto c’è di scientificamente fondato nella narrazione che accompagna ogni estate questi fenomeni? E i dati vengono interpretati correttamente?
Ne abbiamo parlato con Franco Battaglia, chimico e fisico, docente universitario e da anni tra le voci più critiche nei confronti delle politiche climatiche europee e della comunicazione sul tema ambientale.
Nel corso dell’intervista Battaglia prende spunto dalle notizie diffuse nelle ultime settimane sui presunti decessi attribuiti al caldo in Europa, soffermandosi in particolare sul caso francese. Secondo il professore, molte delle cifre rilanciate dai media derivano da elaborazioni statistiche che non consentono di stabilire con certezza un rapporto diretto tra le alte temperature e le cause dei singoli decessi.
L’analisi si allarga poi al tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Battaglia sostiene che, più che tentare di modificare il clima attraverso le politiche di decarbonizzazione, sia necessario investire in infrastrutture capaci di proteggere la popolazione dagli eventi meteorologici, a partire dalla diffusione della climatizzazione degli edifici durante i mesi estivi.
Nel confronto trovano spazio anche una riflessione sul ruolo dell’informazione nella divulgazione delle notizie riguardanti il clima, un’analisi delle strategie adottate dall’Unione Europea in materia energetica e ambientale e una critica all’approccio che, secondo Battaglia, tende spesso a enfatizzare gli aspetti emergenziali senza un adeguato approfondimento dei dati.
