Domenica 19 luglio, nell’ambito del Festival “Le Parole della Montagna” a Smerillo (FM), diretto da Simonetta Paradisi, è andata in scena RED PASSAGE, la performance-installazione firmata dall’artista Federica Amichetti con l’interazione del collettivo Social Catenelle, entrambe realtà originarie di Recanati.
Il progetto, a cura di Cecilia Casadei, quest’anno ha indagato con profondità il tema del SOCCORSO.
L’artista ha scelto per la performance un intreccio di nodi e il taglio come metafora di un percorso di liberazione e soccorso interiore: il “groviglio” è spesso riferito all’intricato e complesso intreccio della psiche umana, fatto di rimozioni, conflitti inconsci e compromessi. Questo concetto è centrale nella metapsicologia di Freud, secondo cui la nostra vita interiore è una stratificazione di tracce e desideri inespressi che si manifestano attraverso lapsus, sogni e sintomi. Il nodo rappresenta le sfide, i legami e i blocchi mentali o relazionali che ci imbrigliano, la cui risoluzione richiede tempo e consapevolezza, mentre il taglio (CUT) agisce come un salvataggio drastico e coraggioso, un atto che recide ciò che imprigiona per restituire autenticità e libertà.

Chi non ha un nodo da sciogliere?
Nella vita quotidiana i nodi sono sfide e legami, e ciascuno ha i propri da sbrogliare o da custodire. Richiedono tempo, pazienza e consapevolezza. Tutto questo ha preso vita attraverso la straordinaria performance, grazie alle quattro performer che si sono generosamente messe in gioco come protagoniste. In un tempo rallentato, hanno cercato di sbrogliare i loro nodi accompagnate da voci sovrapposte e spezzate, per poi tagliare con coraggio il filo che le imprigionava. Il CUT è il soccorso. Ad ogni taglio, una frase che lascia il segno.
Quando ci si mette la natura...
Nel borgo, come descritto qui su Radio Erre, ci sono altre opere di yarn bombing disseminate in soccorso ad angoli dimenticati. Una di queste ha particolarmente incuriosito il pubblico poiché, a distanza di qualche giorno, il vento e il tempo hanno lavorato modellando l’apice della grande catenella rossa— lasciato volutamente cadere in verticale — in una perfetta forma di cuore. L’arte a volte continua a vivere e a trasformarsi, e in questo modo l’opera diventa un dialogo a due voci. La dimostrazione che il filo non è solo materia, ma un respiro vivo che accoglie la carezza del vento.
A coronare la giornata è stato il momento dell’omaggio destinato al Museo dei Fossili: un’opera speciale a forma di Ammonite interamente realizzata a uncinetto dal collettivo e consegnata al Sindaco Tonino Severini che l’ha ricevuta con grande soddisfazione (foto di copertina).
Per le Social Catenelle aver affiancato la ricerca di Federica Amichetti è un bel riconoscimento nel loro percorso. Grazie al richiamo dell’artista le loro installazioni disseminate nel borgo, hanno dimostrato che la fibra tessile è un linguaggio vivo, capace di lasciare il segno. Questo è quello che fa l’arte quando riesce a trasformare ogni filo in un legame con il mondo e con gli altri.
-Nikla Cingolani