ANCONA – Prosegue l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nella lotta al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione alla tutela delle fasce più giovani. Nella mattinata del 4 agosto, i militari della Stazione Carabinieri di Ancona Centro, grazie al prezioso e fattivo supporto operativo del Nucleo Cinofili di Pesaro, hanno dato esecuzione a una serie di decreti di perquisizione domiciliare emessi congiuntamente dal Tribunale Ordinario e dal Tribunale per i Minorenni di Ancona.
L’operazione ha portato al deferimento in stato di libertà di tre giovani, di cui un minorenne e due appena maggiorenni, con l’accusa di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso. L’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri ha preso il via all’inizio dell’anno, a seguito della coraggiosa segnalazione di un genitore preoccupato. Quest’ultimo si era rivolto con fiducia all’Arma dopo aver scoperto che la figlia sedicenne aveva ricevuto sostanze stupefacenti in diverse occasioni.
I meticolosi accertamenti condotti dai militari hanno permesso di ricostruire il modus operandi del gruppo: i tre giovani indagati si sarebbero avvalsi di un noto servizio di messaggistica (WhatsApp) per creare un gruppo dedicato all’organizzazione sistematica di “acquisti collettivi” di droga, facilitando così lo spaccio anche a favore di coetanei minorenni.
Grazie al fiuto dei cani antidroga del Nucleo Cinofili e all’attenta ricerca dei militari di Ancona, le perquisizioni hanno consentito di rinvenire e porre sotto sequestro: alcuni grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana in possesso del minore coinvolto, contenitori con evidenti residui di marijuana presso il domicilio di uno dei maggiorenni, i dispositivi mobili di tutti gli indagati, ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i successivi approfondimenti informatici e investigativi volti a mappare l’intera rete di contatti. Tutto il materiale repertato è stato debitamente posto sotto sequestro e le Autorità Giudiziarie mandanti sono state costantemente informate degli sviluppi.
L’intervento sinergico dei reparti dell’Arma ha permesso di interrompere un canale di spaccio insidioso, strutturato sulle moderne piattaforme digitali e rivolto a soggetti particolarmente vulnerabili. Si precisa che le persone denunciate sono da considerarsi come sottoposte ad indagini e pertanto presunte innocenti sino a sentenza definitiva di condanna.
