Pentole, pentolacci e fischietti sono tornati a risuonare in Piazza Giacomo Leopardi per la 17ª edizione de “La Corrida” recanatese, uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dell’estate cittadina. Una serata all’insegna della musica, della comicità, dell’originalità e, soprattutto, del divertimento, che ancora una volta ha richiamato un numeroso pubblico.
La manifestazione, ormai diventata un appuntamento tradizionale dell’estate di Recanati, si conferma una delle più conosciute e apprezzate Corrida delle Marche. Nel corso degli anni, infatti, non sono mancati concorrenti capaci di conquistare anche le ribalte delle emittenti televisive nazionali, Rai e Mediaset.
Il merito di questa lunga storia di successo va anche alla vulcanica presidente Pina Taddei e al suo affiatato staff, che continuano a lavorare con entusiasmo per mantenere viva una manifestazione capace di coinvolgere concorrenti e spettatori di tutte le età.
A decretare il gradimento delle esibizioni, come da tradizione, è stato ancora una volta il pubblico, armato degli immancabili pentolacci, pentole e fischietti: strumenti semplici ma diventati ormai il simbolo inconfondibile della Corrida.
La serata è stata magistralmente presentata da Marco Moscatelli, esperto e professionale padrone di casa, affiancato da Anna Paola Frontini e dalla valletta Lidiana Cacciagiù, che hanno accompagnato il pubblico attraverso una lunga sequenza di esibizioni.
I vincitori assoluti
A conquistare i riconoscimenti principali sono stati cinque concorrenti e gruppi, protagonisti di performance molto diverse tra loro.
Il primo premio è andato a Maria Quadrelli, di Parigi, protagonista di un’esibizione al flauto traverso con “Capricci” dalla Traviata.
Secondo posto per Cristina Saracinelli, di Loreto, che ha interpretato con intensità “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini.
Sul podio anche Andrea Morbidoni, di Agugliano, con un’apprezzata esibizione di ventriloquismo e cabaret.
Grande consenso ha ottenuto anche SiVoice, formazione composta da Sandro Stacchiotti, Stefano Sopranzetti, Stefania Cingolani, tutti di Recanati, e Inna Pravova, dalla Siberia. Il gruppo ha proposto “Baciami piccina” del Quartetto Cetra.
Quinto riconoscimento per Il Volo Marchigiano, formato da Giuseppe Buffarini di Loreto, Stefano Sopranzetti di Recanati e Giovanni Cocchia di Porto Recanati, che hanno interpretato “Un amore così grande”, nella celebre versione di Claudio Villa.
Le esibizioni speciali
Non sono mancati i premi dedicati alle esibizioni più particolari, capaci di distinguersi per coraggio, originalità e simpatia.
Il riconoscimento per l’esibizione coraggiosa è andato a Sergio Nunzi di Recanati, che ha proposto “Auschwitz” dei Nomadi.
Premio all’originalità per Carla Mangiaterra, di Sant’Egidio a Mare, interprete di “Portami a ballare” di Luca Barbarossa.
L’esibizione più simpatica è stata quella di Ennio Monachesi, di Macerata, con un numero di cabaret.
Il premio per l’esibizione più caratteristica è andato a Erideo Massetti, di Porto Sant’Elpidio, che ha cantato “It’s Now or Never” di Elvis Presley.
Infine, il riconoscimento per l’esibizione più divertente è stato assegnato a Marco Buccetti, di Recanati, protagonista della recitazione “U Passeretto ‘ntra chjése”.
Premiati anche i costumi più stravaganti
Spazio anche alla fantasia e alla scenografia con i premi dedicati ai migliori costumi di scena.
A conquistare il riconoscimento è stato il Gruppo Osimano, composto da Tiziana, Cinzia, Giacomina, Anna, Tiziana, Gianfranco, Renato, Stefano e Antonio, che ha portato sul palco “Sister Act”, con le musiche di Alan Menken.
Premiata anche Monia Ciminari, di Civitanova Marche, con “Vita da Clown”, e Ower Marcel Vilar, di Corridonia, interprete di “I giardini che nessuno sa” di Renato Zero.
Ancora una volta, dunque, La Corrida recanatese ha centrato l’obiettivo: regalare una serata di spettacolo popolare, genuino e coinvolgente, nella quale il pubblico è parte integrante della manifestazione.
La 17ª edizione lascia in eredità una Piazza Giacomo Leopardi gremita e festosa e conferma la solidità di una formula che, anno dopo anno, continua a conquistare il pubblico: talenti, improvvisazione, risate e quella sana dose di “rumore” che solo pentole, pentolacci e fischietti sanno garantire.
